Inchiesta choc di “Food for Profit” negli allevamenti del Veneto con capre e pecore vendute, trasportate e macellate illegalmente. Zanoni (EV): “Inaccettabile”.
Animali venduti con pratiche illegali, trasportati a bordo di auto, anziché di camion, e macellati in condizioni igienico-sanitarie precarie. Queste alcune delle immagini della nuova inchiesta choc di “Food for Profit” negli allevamenti di capre e pecore tra Padova, Rovigo e Venezia, in Veneto. A girare le clip sottocopertura è stato un cittadino per denunciare l’orrore ai danni del bestiame. I filmati diffusi dal portale della giornalista Giulia Innocenzi, però, hanno scoperto una rete di allevatori, intermediari e acquirenti soliti eludere i controlli sanitari, e non solo.
Ed ecco allora, come mostrato da alcuni spezzoni pubblicati dal quotidiano online “TrevisoToday“, prima la rimozione della marca auricolare da un animale destinato al macello e poi l’inserimento della stessa marca auricolare su un altro animale. Impossibile sapere, dunque, la reale provenienza della carne pronta ad arrivare sulle tavole. A essere finito sotto l’indagine di “Food for Profit” è stato anche un allevamento etichettato come virtuoso dal Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. Proprio per questo l’inchiesta sta alzando un vero e proprio polverone politico.
Food for Profit, Zanoni (EV): “Una vergogna”
“Una vergogna che getta un’ombra inquietante sull’intera rete di controlli della Regione Veneto. Non parliamo di casi isolati, ma di un sistema organizzato di illegalità pronto a mettere a rischio la salute pubblica e a infliggere sofferenze atroci agli animali. Sulla vicenda, nel Consiglio Regionale del Veneto, ho depositato un’interrogazione urgente, sottoscritta anche dal collega Renzo Masolo, per chiedere conto alla Giunta Regionale del Veneto degli eventuali controlli effettuati negli ultimi tre anni, delle eventuali misure prese per potenziare il sistema di vigilanza e degli eventuali finanziamenti pubblici per il benessere animale ricevuti dagli allevamenti coinvolti nell’inchiesta di “Food for Profit”. (…) Inaccettabile che nella Regione Veneto solita vantarsi della qualità delle sue produzioni agroalimentari possano verificarsi simili atrocità. La Giunta Regionale del Veneto, oltre a dovere rispondere, deve assumersi le proprie responsabilità”, ha dichiarato il consigliere regionale di Europa Verde (EV), Andrea Zanoni.
Food for Profit, ecco il documentario di Giulia Innocenzi
Si intitola “Food for Profit” il docufilm della giornalista Giulia Innocenzi su contraddizioni e orrori degli allevamenti intensivi in Europa. L’inchiesta realizzata in collaborazione con il regista Pablo D’Ambrosi e con la Lega Antivivisezione (LAV) è stata presentata in anteprima internazionale al Parlamento Europeo nel 2024. Un lavoro durato ben cinque anni tra immagini choccanti e testimonianze sottocopertura per svelare il vero volto dell’industria della carne nel Vecchio Continente. Già, perché l’Unione Europea prima promuove il Green Deal, cioè la transizione ecologica verso un pianeta Terra più sostenibile, e poi finanzia gli allevamenti intensivi con quasi il 20% del suo budget.
#FoodforProfit, di @giuliainnocenzi e Pablo D’Ambrosi, è un documentario che mostra il filo che lega l’industria della carne, le lobby e il potere politico.
Al centro ci sono i miliardi di € che l’ destina agli allevamenti intensivi.Scopri di piùhttps://t.co/kzt66KYFm0
— Food For Profit (@foodforprofit_) February 20, 2024
Un intreccio tra lobby zootecniche e politica, dunque, ma anche una vera e propria incoerenza soprattutto perché le strutture solite detenere maiali, mucche e polli inquinano, e non poco. Eppure, secondo “Food for Profit”, gli affari, cioè i soldi, sono più importanti del benessere degli animali, della salute umana, della salvezza del Globo. “Tra gli altri Paesi pronti a mostrare l’inchiesta, Australia, Belgio, Lussemburgo, Olanda e Taiwan“, aveva dichiarato a Teleambiente Giulia Innocenzi.


