Potrebbe essere aperta una maxi inchiesta dalla procura di Roma sui siti sessisti venuti alla luce negli ultimi giorni.
È attesa nelle prossime ore l’informativa della Polizia Postale sul sito Phica.eu, che permetteva la pubblicazione di foto rubate a donne comuni o famose e la pubblicazione di commenti denigratori e sessisti. Il gestore del sito sarebbe Vittorio Vitiello, un 45enne originario di Pompei ma residente a Firenze, che ha negato di avere mai fatto estorsioni.
Diverse persone hanno però denunciato di avere ricevuto dai gestori del sito richieste di denaro in cambio della rimozione sia delle loro foto rubate che di commenti fatti a foto altrui. La posizione del 45enne si aggrava poiché, secondo una rivelazione di Adnkronos, sarebbero emerse delle conversazioni in cui autorizzava la pubblicazione di foto di minorenni “purché vestiti e non oggetto dell’intero link.”
Nelle ultime ore sono emerse testimonianze di donne che hanno subito il furto delle loro foto dagli operatori dei centri per la riparazione di cellulari e computer. Le gallerie di foto sarebbero state duplicate e poi vendute sui siti online come merce di scambio per altre foto o a a pagamento.
Adesso la procura sembra intenzionata a unire le inchieste sul siti Phica e sulla pagina Facebook denominata “mia moglie” che accoglieva foto rubate di mogli, fidanzate o anche donne sconosciute sempre allo scopo di consentire commenti volgari e denigratori. le indagini sono coordinate dal procuratore Giuseppe Cascini,
In entrambi i casi le ipotesi di reato sono il revenge porn, la diffamazione aggravata e la divulgazione di immagini a contenuto sessuale, oltre all’estorsione nel caso di Phica.
Tra le vittime dei siti che hanno denunciato la loro presenza sui siti diverse politiche, attrici, donne sportive e giornaliste.
Solidarietà Odg Lazio a colleghe che hanno avuto coraggio di denunciare siti sessisti
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— OdG Lazio (@odglazio) September 2, 2025
Le proposte della politica
Si sommano in Parlamento le proposte per porre un freno al fenomeno della condivisione di foto rubate di donne ignare sul web a scopi denigratori e sessisti. La ministra alla Famiglia e Pari Opportunità, Roccella, annuncia: “Presto misure governative”.
A poche ore dalla chiusura dell’ultimo, solo in ordine di tempo, sito nato per condividere foto di donne rubate dai profili o modificate al computer per renderle erotiche, complice il coinvolgimento di molte parlamentari di ogni partito politico, arrivano le prime proposte per arginare il fenomeno.
C’è chi propone di inasprire le pene per chi condivide foto rubate sul web, una proposta che difficilmente sortirà qualche effetto visto che le pene previste sono già aspre e ciò appare non dissuadere gli uomini che godono dell’anonimato di fatto. La seconda proposta riguarda proprio l’obbligo di identità digitale, questo renderebbe immediatamente identificabili gli autori dei commenti denigratori e dei post. Tra le proposte vi è anche la creazione di una procedura d’urgenza per rimuovere i contenuti rubati che ad oggi possono rimanere per anni sul web nonostante le richieste delle donne ritratte.
Meloni ha commentato la vicenda in un’intervista al Corriere della Sera: “Sono disgustata da ciò che è accaduto, e voglio rivolgere la mia solidarietà e vicinanza a tutte le donne che sono state offese, insultate, violate nell’intimità dai gestori di questo forum e dai suoi ‘utenti”.


