In preparazione per le celebrazioni dell’Earth Day 2025, che si terrà il 22 aprile, Villa Borghese ospita il Villaggio per la Terra, una tre giorni dedicata all’ambiente a 360 gradi.
Nello spazio del Galoppatoio sono stati allestiti stand informativi su salute, ecologia, biodiversità, nutrizione e sport. Un’occasione per le tante scolaresche che hanno visitato l’evento per sperimentare diverse azioni di salvaguardia della terra.
Claudia Zoni, ricercatrice dell’ENEA ha raccontato a TeleAmbiente: “Ci occupiamo di mangiare sano e sostenibile, perché mangiare sano e sostenibile si può facendo bene alla nostra salute ma anche all’ambiente. Quindi tenendo conto di tutto quello che sono i comportamenti alimentari sani, facciamo diversi giochi con i bambini. Gli insegniamo
i cinque colori del benessere, quindi mangiare sano ma anche mangiare colorato, perché è molto più divertente avere dei piatti molto colorati. Così i bambini siano invogliati a mangiare la frutta e la verdura, ma se mettono tutti e cinque i colori nel loro piatto, cioè il rosso, il giallo-arancio, il blu-viola, il bianco e il verde, siamo anche sicuri che assumano tutte quelle sostanze settimanalmente che fanno bene alla loro salute. Facciamo giocare i bambini con il biodidò, che è un didò fatto in casa con acqua, farina, un po’ di sale, un po’ di olio quando serve. Colorato con gli estratti delle piante, quindi torniamo anche a quei cinque colori, oppure fatto con i fondi del caffè. Quindi non buttiamo nulla, ma possiamo anche giocare in maniera sostenibile.”
Silvia Montanari, psichiatra del Policlinico Gemelli ha raccontato il perché della presenza del policlinico all’interno della manifestazione: “Facciamo un lavoro con varie attività in base all’età dei bambini, quindi con i bambini più piccoli giochi sulle emozioni, sull’empatia e la collaborazione, mentre per i ragazzi più grandi abbiamo un progetto per lavorare sull’idea di speranza e quali sono le loro speranze per il futuro e fare delle riflessioni insieme a loro. Fondamentalmente per poter far crescere nelle persone la consapevolezza del mondo che ci circonda e di come proteggerlo e come davvero lavorare per far sì che le cose cambino in senso positivo, dobbiamo partire dal creare consapevolezza di chi siamo, di quali sono le cose importanti per l’essere umano e come lavorare insieme per poter migliorare le cose. Quindi in un senso di One Health generale per l’essere umano e per il pianeta”.
Il Villaggio per la terra ospita tante associazioni che mirano a sensibilizzare sull’importanza della raccolta della plastica oltre a dare grande spazio allo sport come occasione per socializzare a contatto con la natura.
Andrea Nesi, Responsabile del settore ambiente dell’AiCS, ha dichiarato: “Pensiamo che il futuro sarà migliore, non se
avremo più gente che raccoglie i rifiuti degli altri, ma se avremo meno gente che sporca. Quindi mandiamo in giro questi ragazzi senza sacchetti, con le pinze a raccogliere un rifiuto alla volta, portarlo qui, differenziarlo per farsi vedere dagli altri. Lo scopo è sensibilizzare. Abbiamo un altro progetto che chiamiamo Preventing Plastic Invasion, che è stato finanziato dal Ministero della Cultura. Abbiamo potuto acquistare dei macchinari per realizzare in piccolo la filiera della plastica, il recupero della plastica, partendo anche qui dal concetto che c’è sempre questo approccio ideologico al tema della plastica. La plastica è un problema, ma quella che è già stata prodotta non sparirà con la bacchetta magica. Quindi noi pensiamo che già solo pensare di prendere la plastica usa e getta, e i tappi
che sono uno degli emblemi della plastica usa e getta, trasformando in oggetti durabili nel tempo, può essere una delle soluzioni.”
Stefano Piccolo, della Federazione Italiana Cricket, ha raccontato le attività della Federazione con i ragazzi di scuola: “Ci sono varie scuole che hanno provato, che stanno tentando qui di giocare a cricket. Tra l’altro con la Federazione ultimamente stiamo sensibilizzando tra le scuole il cricket, proponendole al posto di educazione fisica. Il bello di questo sport è proprio il fatto che si vive nella natura, si gioca al di fuori delle strutture, ci siamo fatte magari per gli allenamenti, ed è anche un modo per stare in famiglia tra amici. Se si va fuori al parco si possono vedere magari gli indiani che giocano, e che magari al fine dei tempi si mettono a mangiare con le famiglie. Poi questo è il senso, vivere la natura.“


