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Violenza in corsia. L’80% delle aggressioni è ai danni di donne

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È record per le aggressioni in corsia nel nostro Paese, dal primo al 20 agosto 2024 è stato registrato un caso di violenza al giorno. Di solito l’aggressione avviene con pugni, calci e aggressioni sessuali.

L’80% delle aggressioni ai danni di medici hanno riguardato delle donne.

A denunciare la situazione è un report di congiunto di Amsi, Associazione medici di origine straniera in Italia, Unione Medica Euromediterranea e movimento internazionale Uniti per Unire.

Pronto soccorso, interventi del 118 e reparti di psichiatria sono i luoghi in cui si verifica la maggioranza delle aggressioni.

Il fenomeno che vede pazienti o parenti dei pazienti come aggressori è diffuso in tutta Europa. Negli ultimi 3 anni gli episodi di violenza fisica o psicologica contro le donne impiegate nelle strutture sanitarie sono aumentati del 40%, a livello mondiale la percentuale sale al 42% ma nei Paesi in via di sviluppo il dato riguarda il 95% delle donne.

Secondo Foad Aodi, presidente di Amsi, Umem e Uniti per Unire il personale medico paga le carenze della sanità che esaspera chi è costretto a ricorrervi. Necessario, secondo Aodi, un intervento legislativo a tutela del personale medico ma anche una sensibilizzazione della società: “Stiamo parlando di aggressioni, fisiche e psicologiche, nonché degli abusi sessuali, senza dimenticare le discriminazioni contro le professioniste sanitarie di origine straniera, rispetto alle quali, le nostre associazioni, portano avanti accurate indagini con dati costantemente aggiornati, perché la verità non può essere mai nascosta, ma deve scuotere le coscienze, sia della politica che dei cittadini.”

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