Si aprono nuove prospettive per i malati di vitiligine.
Si aprono nuove prospettive per i malati di vitiligine. La malattia autoimmune che in Italia colpisce 300mila persone, consiste in un disordine della pigmentazione cutanea che comporta l’insorgenza di macchie bianche e spesso di un disagio sociale a ciò connesso. 500 milioni il costo annuale legato alle cure, spesso poco efficaci. La ricerca annuncia delle novità sul fronte dei trattamenti con l’approvazione, da parte dell’Agenzia Europea del Farmaco, di nuovi farmaci antinfiammatori con pochi effetti collaterali che promettono di apportare grande beneficio ai pazienti.
Giuseppe Argenziano, presidente di Sidemast (Società Italiana di Dermatologia medica e chirurgica, estetica e di Malattie Sessualmente Trasmesse), ha dichiarato ad askanews: “È poco conosciuta perché viene vista come una malattia della sfera estetica. In realtà è una patologia che ha alto impatto sociale perché diminuisce drasticamente la qualità di vita delle persone che ne soffrono, che ovviamente si sentono stigmatizzate per avere un’anomalia visibile sulla pelle. E’ veramente la prima volta in assoluto in cui parliamo di terapie antinfiammatorie croniche per malattie croniche. Ebbene per queste malattie croniche dove dobbiamo utilizzare un farmaco per tempi molto lunghi, sono nate e stanno nascendo sempre di più delle nuove terapie antinfiammatorie che inibiscono una piccola tappa del processo infiammatorio, quindi pochi effetti collaterali e si spera grande efficacia.”


