Uno strumento prezioso per segnalare ogni forma di illegalità, e quindi anche lo sfruttamento e il maltrattamento degli animali. Fondazione Cave Canem e Humane World for Animals Italia hanno organizzato un convegno per illustrare alla cittadinanza tutte le modalità di applicazione.
Il whistleblowing, pur essendo entrato nell’ordinamento giuridico italiano solo in tempi recenti, rappresenta uno strumento prezioso per segnalare, in forma anonima e tutelata, illeciti di ogni genere. Pensato soprattutto per essere applicato nella pubblica amministrazione, questo strumento può avere però molteplici obiettivi al fine di denunciare l’illegalità. Tra i vari reati che possono essere contrastati grazie al whistleblowing, ci sono anche lo sfruttamento e il maltrattamento di animali. Occorre però conoscere tutte le modalità di applicazione di questo strumento, ed è proprio per questo che Fondazione Cave Canem e Humane World for Animals Italia hanno organizzato un convegno a cui hanno partecipato esperti giuridici, compresi quelli di associazioni come il WWF Italia e Animal Equality.
“Qualsiasi forma di maltrattamento, sfruttamento, detenzione incompatibile o coinvolgimento in circuiti criminali che riguarda gli animali è sicuramente un atto da reprimere e da contrastare. La logica del whistleblowing è proprio quella di offrire un ulteriore strumento tecnico e giuridico al servizio degli animali” – il punto di Federica Faiella, avvocata e presidente della Fondazione Cave Canem – “Ecco il senso di questo evento: avvicinare addetti ai lavori e non al concetto di segnalazione. Ovviamente, si tratta di uno strumento che va gestito e che va utilizzato con consapevolezza e responsabilità. Solo così può rivelarsi uno strumento davvero a tutela degli animali e con questo convegno vogliamo proprio avvicinare la collettività a questa modalità di intervento“.
“Questo congresso si inserisce all’interno del nostro progetto ‘Io non combatto’, che è nato per affrontare e reprimere il fenomeno criminoso dei combattimenti tra animali e, più nello specifico, tra cani. Questo progetto si sviluppa su vari temi e vari rami d’attività: alcuni di questi fanno affidamento all’atto di denuncia da parte delle persone per reprimerlo” – ha spiegato Martina Pluda, direttrice per l’Italia di Humane World for Animals – “Nel momento in cui vogliamo tirare fuori, ad esempio, un cane da una situazione di maltrattamento, serve qualcuno che intervenga e che veda questo atto di crudeltà che sta avvenendo. Ed è qui che si inserisce il whistleblowing: possiamo intenderlo in molti sensi, ad esempio per quanto riguarda i lavoratori all’interno di determinate industrie che coinvolgono gli animali. Ma anche intenderlo come cittadinanza attiva, e quindi persone che vedono una situazione di maltrattamento ed hanno gli strumenti per riconoscerla e per far intervenire in maniera tempestiva le forze dell’ordine“.


