“Affrontare il divario nella copertura assicurativa: fare leva su clima e natura per aumentare la resilienza” è il nuovo report lanciato dal WWF che indaga sulla ricaduta del costo degli eventi estremi che, in Italia, per l’80% ricade su famiglie, imprese e stato.
Il divario di protezione assicurativa ovvero la differenza tra perdite totali e quelle coperte da assicurazione non è più solo una questione di mercato, sottolinea il WWF, ma “è un rischio che può destabilizzare l’economia e colpire famiglie, imprese e finanze pubbliche.”
Il report analizza “come crisi climatica e perdita di natura stiano minando il sistema assicurativo globale e propone soluzioni politiche per rafforzare la resilienza e garantire che le società rimangano assicurabili.”
Nel 2025 le perdite assicurate per catastrofi naturali hanno superato la soglia dei 100 miliardi di dollari, con oltre la metà delle perdite non coperta. Il report evidenzia come in Italia, tra il 1980 e il 2023, i danni complessivi provocati da eventi climatici estremi hanno superato i 135 miliardi di euro, posizionando il nostro Paese come il secondo in Europa per perdite economiche legate al clima.
Alla base dello studio vi è l’evidenza che la perdita di natura amplifica i rischi della crisi climatica. Ad esempio, il rischio di un’alluvione su larga scala può aumentare fino al 700% in aree colpite da deforestazione. “Il risultato è una crescita delle perdite economiche: nel 2023 i disastri hanno causato costi stimati in 2,3 trilioni di dollari (circa il 2% del PIL globale), considerando anche i costi indiretti e quelli sugli ecosistemi.”
“Poiché gli assicuratori reagiscono aumentando i premi, limitando la copertura o ritirandosi dalle aree ad alto rischio, sempre più persone e imprese rimangono esposte.”
“La rapidissima evoluzione del settore assicurativo è la prova più lampante di quanto si stia trasformando il nostro pianeta. Il cambiamento climatico e la distruzione delle difese naturali stanno gradualmente rendendo intere regioni non assicurabili, lasciando milioni di persone esposte a impatti climatici sempre più gravi. Non si tratta solo di una questione ambientale, ma di una profonda sfida sociale, economica e fiscale– dichiara Alessandra Prampolini, Direttrice generale del WWF Italia-. Il taglio netto delle emissioni climalteranti e la tutela e il ripristino di ecosistemi come foreste, mangrovie e zone umide sono fondamentali per ridurre l’impatto devastante di questi eventi estremi e devono quindi essere al centro delle strategie globali”.


