Nelle acque italiane la percentuale di specie aliene è sempre più alta, tanto da mettere a rischio al biodiversità.
Il WWF diffonde i dati del Living Planet Report, un rapporto biennale sulla biodiversità globale; in Italia quasi il 50% di gamberi e granchi e oltre il 60% dei pesci è di origine aliena. A livello globale negli ultimi cinquant’anni negli ecosistemi d’acqua dolce si è registrato un calo catastrofico che ha raggiunto l’85%.
Secondo il Report nel nostro Paese un insieme di fattori contribuisce a minacciare al biodiversità: “il degrado di corpi idrici eccessivamente sfruttati, la crisi climatica e l’impressionante presenza di animali estranei alla nostra fauna. Tra le 15 specie di decapodi (granchi e gamberi) d’acqua dolce censite in Italia ben 7 (quasi il 50%) sono aliene”.
In Italia c’è un’emergenza specie ittiche alloctone.
Nelle nostre acque interne oltre il 60% dei pesci è di origine aliena.
Per questo è importante evitare ulteriori immissioni. Si vocifera invece che il Ministero dell’Ambiente voglia favorirlehttps://t.co/aVJPM6AJBv
— wwfitalia (@WWFitalia) August 29, 2025
L’analisi considera ancora peggiore la situazione dell’Ittiofauna: nelle acque interne solo il 40% è autoctono. Il siluro e la Gambusia sono esempi di specie alloctone presenti in enormi proporzioni. Una situazione causata dall’uomo e dalla leggerezza con cui queste specie vengono immesse nelle acque: “Quasi tutte le immissioni di specie esotiche sono state effettuate per scopi alieutici, cioè per fini ricreativi, per divertimento, per il gusto di pochi che vogliono pescare qualcosa di esotico e così le nostre acque interne si sono popolate di abramidi, pesci gatto, trote iridee e altre trote provenienti da mezzo mondo, lucioperca, persici trota, amur, persici sole, pseudorasbore.”
Ciò comporta il rischio concreto di estinzione per il 63% delle specie autoctone: “15 specie sono classificate in “pericolo critico”, cioè vicinissime all’estinzione: storione cobice, anguilla, savetta, cobite del Volturno, scardola tirrenica, cavedano etrusco, carpione del Garda, panzarolo, trota mediterranea, trota siciliana, trota marmorata, carpione del Fibreno, temolo adriatico, lampreda di fiume, lampreda di mare.”
Il WWF sottolinea che sebbene dal 2020 sia proibito immettere in natura specie ittiche alloctone, questo divieto sia sistematicamente ignorato. Anzi alcune Regioni e province contribuiscano a cercare di aggirarlo per favorire attività ludiche tanto che l’associazione è stata più volte costretta a rivolgersi alla magistratura per frenare questi comportamenti.
Preoccupa il WWF la possibilità più volte ventilata che il Masaf possa ampliare le possibilità di immettere specie aliene nelle nostre acque per favorire la pesca sportiva; “Se malauguratamente queste voci dovessero trovare conferma – dichiara Luciano Di Tizio, presidente del WWF Italia – valuteremo con i nostri avvocati la possibilità di segnalare alla Corte dei Conti tutti coloro, funzionari compresi, che avranno avallato un simile assurdo provvedimento: è giusto che a pagare sia chi provoca in prima persona il danno e non i cittadini tutti”.


