In pochi anni è diventato un appuntamento imperdibile anche in Italia, il Black Friday, giornata di sconti che precede il periodo natalizio, si celebra formalmente il 28 novembre, anche se molti negozi online danno vita a settimane intere di promozioni.
In Italia nel black friday si acquistano soprattutto prodotti di elettronica, abbigliamento, cosmetica e giocattoli.
Ma il WWF, con la campagna Our Future, mette in guardia dalle scelte inconsapevoli che provocano danni all’ambiente in nome dello shopping. Il costo nascosto è quello pagato dal pianeta. Prima di mettere gli acquisti nel carrello virtuale bisognerebbe ricordare che a un prezzo basso corrisponde quasi sempre una minaccia per l’ambiente.
Nel campo della moda il WWF ricorda che “Per produrre una maglietta di cotone servono 2.700 litri d’acqua: è la quantità che ognuno di noi beve in due anni. A questo si aggiungono pesticidi, tinture e microfibre che inquinano i fiumi e mari, mentre montagne di rifiuti tessili hanno enormi impatti su comunità e ecosistemi.”
Anche Il cuoio e il lattice delle suole in gomma utilizzati per produrre le nostre scarpe provengono spesso da allevamenti o piantagioni in aree tropicali, come Brasile o Indonesia, “dove la pressione produttiva contribuisce alla perdita di foreste e all’inquinamento ambientale legato all’uso di sostanze chimiche nella concia e ai pesticidi nelle monoculture.”
Per non parlare dei piumini riempiti con piume d’oca o d’anatra, ottenute tramite spiumatura cruenta, una pratica dolorosa e non etica. Il consiglio è di optare per alternative cruelty‑free, “imbottiture sintetiche di nuova generazione o materiali riciclati, che garantiscono lo stesso livello di calore e comfort senza causare sofferenze agli animali.”
In generale, per ridurre gli impatti della moda, il WWF consiglia di comprare meno, preferire tessuti naturali meglio se certificati biologici e riscoprire il valore del vintage o del second hand.
Anche per i gioielli è importante scegliere oro riciclato o certificato Fairmined: “per un singolo anello d’oro, infatti, si possono generare fino a 20 tonnellate di scarti minerari tossici, contaminando acqua e suolo.”
Non va meglio con la cosmetica. Molti rossetti si nasconde lo squalene, un olio estratto dal fegato di squali. Ogni anno più di 3 milioni di squali vengono uccisi per produrre questa sostanza. Anche l’olio di sandalo, di patchouli e altre essenze pregiate utilizzate per produrre profumi, provengono spesso da specie minacciate o raccolte senza controllo.
Anche quando di acquista un cellulare è bene ricordare che ogni dispositivo contiene terre rare e metalli critici come cobalto e coltan, estratti in condizioni devastanti per foreste e comunità locali. “La scelta più sostenibile – sottolinea il WWF- è mantenere il proprio smartphone il più a lungo possibile, il vero upgrade è farlo durare.”
Infine bisogna tenere conto anche del prezzo del viaggio: ogni ordine online può emettere 1,5–3 kg di CO₂ per trasporto e imballaggi. Il WWF consiglia di raggruppare gli ordini, scegliere spedizioni green o acquistare da artigiani locali.


