Passeggero in attesa alla stazione deserta, con tabellone orari in evidenza e segnali di sciopero dei trasporti del 10 gennaio.

10 gennaio sciopero dei trasporti, ancora di venerdì

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Anno nuovo, vecchie abitudini, il secondo venerdì del 2025 sarà interessato da due scioperi. Lo sciopero di 24 ore dei treni inizierà alle 21:00 del 9 gennaio e finirà alle 21:00 del 10 gennaio. A ciò si aggiungono 4 ore di sciopero del trasporto locale indette dal sindacato Faisa-Confail, a Roma Atac ha aderito, con delle modalità che variano in ogni città e che non sono state ancora comunicate.

Riprende così il braccio di ferro tra sindacati e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, che ha visto sempre più spesso il Ministero precettare lo sciopero nazionale e il Tar annullare tale decisione, anche a poche ore dall’inizio dello sciopero, lasciando molti cittadini impreparati a quanto li aspettava. Come accaduto lo scorso 13 dicembre quando treni, autobus, metropolitane, trasporto marittimo e perfino i taxi si sono fermati dalle 21:00 del 12 dicembre alle 21:00 del 13 dicembre, nel caso dei taxi lo sciopero era partito dalla mezzanotte. In quel caso la precettazione del Ministero era stata annullata dal Tar la sera prima dell’inizio della serrata.

Per chi è abituato a usare i mezzi pubblici per andare a lavorare lo sciopero, se ci sono fasce di garanzia, si traduce in levatacce per prendere tutti i mezzi necessari per arrivare al lavoro prima delle 8:30 o in smart working forzato quando il percorso è troppo lungo da fare entro quell’orario.

Il diritto di sciopero è sancito dalla nostra Costituzione, l’articolo 40 sancisce che “Il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano.” Nel caso di sciopero dei trasporti sono previste dei limiti temporali e delle garanzie a tutela dei viaggiatori come le fasce di garanzia ovvero orari entro i quali i mezzi devono circolare per non paralizzare il Paese.

Ma perché gli scioperi vengono indetti quasi sempre di venerdì?

Se lo chiedono in molti. Il giorno prima del weekend verrebbe scelto per permettere a un grande numero di lavoratori di aderire. Il giovedì e il venerdì sono infatti i giorni in cui si registrano maggiori adesioni dei lavoratori. Come intuibile aderire a uno sciopero di venerdì consente di fare un ponte per cui anche i lavoratori meno convinti della lotta sindacale sono più propensi a partecipare se si tratta di un giorno vicino al fine settimana. Il venerdì insomma sarebbe un “pull factor” per l’adesione. Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, in un’intervista a Fanpage su questo tema ha respinto questa spiegazione sottolineando che molti settori lavorano anche il sabato e ribadendo che, indipendentemente dal giorno della settimana in cui cade lo sciopero, il lavoratore che aderisce rinuncia al proprio stipendio, per cui lo sciopero ha un costo ed è uno strumento di lotta.

Chi sciopera il 10 gennaio

Il 10 gennaio nello sciopero di 24 ore sarà coinvolto il settore ferroviario e il trasporto pubblico locale. I treni saranno a rischio perché allo sciopero è stato proclamato dall’Assemblea Nazionale dei Lavoratori Manutenzione Infrastruttura RFI e dai sindacati Cobas Lavoro Privato e Coordinamento Ferrovieri Potranno fermarsi quindi i treni ad alta velocità, gli intercity e i treni regionali.

Per cosa si sciopera

Lo sciopero è stato indetto per protestare contro le condizioni lavorative, in particolare la carenza di personale comporta ore aggiuntive di lavoro che ricadono sui lavoratori. Viene ribadita la richiesta di maggiore sicurezza per il personale spesso aggredito nelle ore notturne e durante i controlli sui convogli. I lavoratori chiedono anche il rinnovo del contratto collettivo nazionale con adeguamento all’aumento del costo della vita.

Lo sciopero investirà anche gli aeroporti milanesi di Linate e Malpensa dalla mezzanotte del 9 gennaio alla mezzanotte del 10 gennaio. Negli aeroporti di Roma per il momento non si prevedono disagi.

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