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11 settembre, 25 anni dopo tra polemiche e caso amianto

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Alla vigilia della commemorazione degli attentati al World Trade Center, non mancano le polemiche (da destra) per la presenza di Zohran Mamdani, il primo sindaco di New York di fede musulmana. Dall’altro lato, però, il primo cittadino ha appena diffuso oltre 170 mila pagine di documenti che rivelano una concentrazione di amianto e altri inquinanti nei mesi successivi agli attentati. Tanti residenti e lavoratori, compresi i vigili del fuoco impegnati nei soccorsi, negli anni si sono ammalati di tumori, mesoteliomi, malattie respiratorie e cardiache: il numero di decessi totali, diverse migliaia, ha superato quello delle vittime degli attentati stessi. La città di New York sapeva delle rilevazioni, ma ha preferito occultarle.

Sarà una commemorazione diversa dalle altre, quella a 25 anni dagli attentati dell’11 settembre a New York. Gli Stati Uniti si preparano a ricordare le oltre tremila vittime degli attentati da Al-Qaeda ma è polemica anche perché per la prima volta, nella Grande Mela, c’è un sindaco musulmano. Secondo repubblicani e ultra-Maga, Zohran Mamdani non dovrebbe presenziare alla commemorazione proprio per il suo orientamento religioso e le sue posizioni particolarmente concilianti verso la fede islamica. Peccato che, ai tempi degli attentati che sconvolsero il mondo intero, il sindaco di New York non aveva ancora compiuto nove anni.

 

Ben più rilevante, alla vigilia del venticinquesimo anniversario dell’11 settembre, la diffusione pubblica, voluta proprio da Mamdani, di oltre 170 mila pagine di documenti sulla qualità dell’aria e dell’inquinamento nella zona di Ground Zero. Documenti non proprio desecretati, ma rimasti chiusi in un ufficio comunale e rinvenuti solo un anno fa. In quei file, diffusi su un apposito portale (NYC 9/11 Portal), veniva accertata la concentrazione di amianto e altri inquinanti pericolosi nell’area di Lower Manhattan, non solo nei giorni e nelle settimane, ma anche nei mesi successivi all’attentato.

 

 

I file pubblicati per volere di Mamdani dimostrano che l’amministrazione di New York, all’epoca guidata da Rudolph Giuliani, sapeva bene della presenza di amianto, benzene e altri contaminanti in concentrazioni superiori ai livelli di guardia, ma qualcuno ha agito per occultare ogni responsabilità. Nelle ore e nei giorni immediatamente successivi agli attentati, migliaia di vigili del fuoco avevano lavorato direttamente esposti agli inquinanti per le operazioni di soccorso, di messa in sicurezza e di ripristino delle infrastrutture. E lo stesso, avrebbero fatto lavoratori e residenti, forse rientrati nei loro uffici e nelle loro case prima che la zona fosse davvero sicura. Una scelta da imputare, probabilmente, alla volontà di non scongiurare l’economia nel segno del ‘business as usual’.

 

Zohran Mamdani ha motivato la pubblicazione di quei documenti, relativi a rilevazioni effettuate negli ultimi mesi del 2001, come un atto dovuto di trasparenza e responsabilità nei confronti delle vittime, dei soccorritori e delle loro famiglie. Negli anni successivi, si sarebbero registrate migliaia di decessi per malattie legate all’esposizione di sostanze tossiche, un numero decisamente superiore a quello delle vittime degli attentati stessi. Tra le cause di morte più comuni, tumori, mesotelioma, malattie respiratorie e cardiache. I documenti pubblicati dall’attuale amministrazione sembrano anche in linea con il programma di monitoraggio ambientale e sanitario che da 25 anni viene portato avanti dai Vigili del fuoco di New York. Che ora, vedono confermati i loro sospetti e accusano le quattro precedenti amministrazioni comunali (Rudy Giuliani, Michael Bloomberg, Bill de Blasio ed Eric Adams) di aver voltato le spalle agli eroi dell’11 settembre.

 

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