23° Forum Coldiretti, tra guerra commerciale e guerra nel piatto

23° Forum Coldiretti, tra guerra commerciale e guerra nel piatto

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Si è aperta a Palazzo Rospigliosi la XXIII edizione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Coldiretti.

Una due giorni in cui l’associazione dei produttori si confronta con le massime autorità istituzionali e scientifiche per individuare le prospettive di crescita del settore e la strategia da adottare per superare il momento delicato che l’agricoltura vive nel contesto internazionale dominato da dazi, guerre e incertezza.

Ettore Prandini, presidente di Coldiretti ha da poco presentato le richieste dell’associazione al governo in vista della prossima legge di Bilancio: “Noi pensiamo che la tenuta dei conti pubblici sia stata fondamentale in questi anni evitando un aumento dell’indebitamento del Paese Italia. Ci crea una forma di credibilità sui mercati internazionali ma soprattutto ci metterà nella condizione di avere risorse a disposizione per i prossimi anni maggiori rispetto a quelle del passato.

In tutto questo ovviamente anche l’agricoltura e l’agroalimentare hanno la necessità di avere risposte importanti e concrete rispetto a quello che ci può riguardare in termini di opportunità di crescita e di sviluppo.

Partendo ad esempio dal settore energetico, quindi facendo in modo che anche l’agricoltura e l’agroalimentare possano rientrare fra i soggetti energivori, questo vuol dire calmirare quello che è il costo dell’energia a una ricaduta positiva in termini di competitività da parte della nostra filiera rispetto a quelli che sono i Paesi a noi confinanti Spagna, Francia, Germania, ripeto, hanno un costo energetico decisamente più basso rispetto al nostro ma soprattutto diventa anche una risposta di carattere sociale nei confronti di quelle popolazioni che magari non si possono permettere di spendere cifre eccessivamente importanti per l’acquisto di generi agroalimentari.

In tutto questo ovviamente serve poi avere anche una visione di carattere strategico per quanto riguarda l’internazionalizzazione, altro tema che abbiamo posto alle istituzioni, nel aumentare quelle che sono le voci a sostegno delle agenzie che ci accompagnano sui mercati internazionali per poter essere sempre più presenti per il posizionamento dei nostri prodotti agroalimentari, per evitare la distorsione che si è venuta a creare sul tema d’azie che riguarda gli Stati Uniti ma riguarda anche la Cina perché sono due sistemi che questi Paesi utilizzano per penalizzare i mercati concorrenti, purtroppo l’agroalimentare ne è fortemente colpito.”

Tra gli ospiti del dibattito anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha ribadito l’importanza della produzione italiana di cibo: “Viviamo tempi difficili, ma questa settimana si è aperta con un segno di speranza: “Il processo avviato in Medio Oriente sarà lungo e complesso, ma almeno è cominciato. Dobbiamo difendere la nostra agricoltura come presidio di identità e di dignità del lavoro, senza però chiuderci. Difendere la sovranità significa proteggere ciò che ci rende unici, ma anche condividere per essere più forti insieme”, ha concluso il ministro nel suo intervento dal palco.

Grande spazio è stato riservato all’alimentazione, il professor Antonio Gasbarrini,  Direttore scientifico del Policlinico Gemelli di Roma, ha ribadito la pericolosità dei cibi ultraprocessati e delle bevande iperzuccherate per la nostra salute, soprattutto per i danni arrecati ai più piccoli:

Parliamo tanto della dieta mediterranea, ma la verità è che non la seguiamo più, né in Italia né nel mondo. Anche il nostro paese sta andando verso un’epidemia di obesità. Oggi, in Italia, il 40% degli adulti sono sovrappeso e il 20% obesi. Nei bambini, il 35-40% sono in sovrappeso e circa il 10% obesi. Il problema è enorme, e credo che solo in un paese come l’Italia, dove la cultura del cibo è così radicata, si possano affrontare questioni del genere con una discussione seria.

Guardando ai bambini, pensiamo alla scena di un film neorealista: bambini magri, che giocano e sono ben nutriti. Oggi, purtroppo, la realtà è ben diversa: i bambini sono meno attivi, mangiano alimenti ipercalorici e la loro salute è compromessa. Un aspetto fondamentale sono le bevande zuccherate: dovrebbero essere bandite. Sono tossiche, eppure le vediamo continuamente, persino nelle scuole.”

Sulla pericolosità della dieta ricca di cibi processati sugli adulti, continua il prof. Gasbarrini: “Noi con un’alimentazione troppo ricca di alimenti ultraprocessati, chiamiamola non naturale, andiamo a ingannare il microbiota. Facciamo crescere dei batteri particolari che a quel punto essendo alimentati con ultraprocessati vogliono ultraprocessati. Volendo ultraprocessati distruggono delle cellule endocrine dell’apparato digerente che sono quelle che parlano con il nostro sistema limbico.

Il nostro sistema limbico a quel punto non ha sistemi di blocco ed è come se affrontasse sempre una carestia. Continua a volere alimenti di quel tipo e a questo punto assorbe più calorie, mangia quando non ne avrebbe bisogno e sviluppiamo la cosiddetta prima sovrappeso viscerale, poi obesità. Che non è il body mass index, non è quel rapporto peso-altezza che spesso si usa.

È la circonferenza addominale. Noi con un semplice rapporto andando a dividere circonferenza addominale diviso altezza riusciamo a capire se abbiamo quella cintura di grasso addominale che è il più pericoloso in assoluto. È quello che determina la meta-infiammazione che è il primo fattore di rischio per il diabete per le malattie cerebro e cardiovascolari. 

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