Il presidente della Repubblica: “È sempre tempo di Resistenza”. Meloni: “Il regime fascista ha negato i valori democratici, ora non sia più divisivo”. Tensioni e polemiche all’interno dei cortei e con i Comuni che hanno vietato o limitato le celebrazioni. Dramma nel Comune in provincia di Chieti: una vittima e tre feriti dopo che un’auto è piombata sui partecipanti ad un corteo.
Doppio impegno, in occasione delle celebrazioni del 25 aprile, per Sergio Mattarella. Il presidente della Repubblica, insieme alle più alte cariche dello Stato, a Roma ha deposto come di consueto una corona di alloro all’Altare della Patria, poi si è spostato in aereo verso Genova, per partecipare ad altri impegni istituzionali che celebrano l’ottantesimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo. Tanti gli appuntamenti in tutta Italia, tra polemiche per alcuni divieti e anche una tragedia avvenuta a Lanciano, in provincia di Chieti.
Mattarella da Roma a Genova
Sergio Mattarella, atteso a Genova per diverse celebrazioni del 25 aprile, non ha comunque rinunciato al consueto appuntamento all’Altare della Patria. Il presidente della Repubblica, infatti, ha deposto una corona di alloro davanti al sacrario del Milite Ignoto, accompagnato da varie cariche dello Stato. Insieme a lui, tra gli altri, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, i presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, il presidente della Corte costituzionale, Giovanni Amoroso, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri e il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.
Subito dopo la cerimonia all’Altare della Patria, Giorgia Meloni è tornata a Palazzo Chigi e Roberto Gualtieri ha raggiunto il palco di Parco Schuster, mentre Sergio Mattarella è partito per Genova, dove è atterrato intorno alle 11. Il presidente della Repubblica, dopo aver deposto una corona di fiori per i partigiani nel Cimitero monumentale di Staglieno, si è diretto al Teatro Nazionale Ivo Chiesa per assistere alla prima dello spettacolo ‘D’oro: il sesto senso partigiano’.
Mattarella: “È sempre tempo di Resistenza”
Un lungo discorso, quello tenuto da Sergio Mattarella a Genova, dove è stato accolto da una folla acclamante. “Celebriamo oggi qui l’ottantesimo anniversario della Liberazione dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista. Una Regione, la Liguria, che, ricca di virtù patriottiche, tanto ha contribuito alla conquista della libertà del nostro popolo. L’aspirazione profonda del popolo italiano, dopo le guerre del fascismo, era la pace. Il regime aveva reso costume degli italiani la guerra come condizione normale: non la guerra per la vita, ma la vita per la guerra” – le parole del capo dello Stato – “La Resistenza si pose l’obiettivo di raggiungere la pace come condizione normale delle relazioni fra popoli. In gioco erano le ragioni della vita contro l’esaltazione del culto della morte, posto come disperata consegna dalle bande repubblichine. Anche dalle diverse Resistenze nacque l’idea dell’Europa dei popoli, oggi incarnata dalla sovranità popolare espressa dal Parlamento di Strasburgo. Furono esponenti antifasciti coloro che elaborarono l’idea d’Europa unita, contro la tragedia dei nazionalismi che avevano scatenato le guerre civili europee“.
“Ora l’eguaglianza, l’affermazione dello Stato di diritto, la cooperazione, la stessa libertà e la stessa democrazia, sono divenuti beni comuni dei popoli europei, da tutelare da parte di tutti i contraenti del patto dell’Unione europea. La libertà delle diverse Patrie è divenuta la liberazione dell’Europa da chi pretendeva di sottometterla” – ha aggiunto Sergio Mattarella – “È l’esercizio democratico che sostanzia la nostra libertà. Da questi principi fondativi viene un appello: non possiamo arrenderci all’assenteismo dei cittadini dalla cosa pubblica, all’astensionismo degli elettori, a una democrazia a bassa intensità. Anche per rispettare i sacrifici che il nostro popolo ha dovuto sopportare per tornare a essere cittadini, titolari di diritti di libertà“.
“Papa Francesco, nella sua enciclica Fratelli tutti, ci ha esortato a superare conflitti anacronistici ricordandoci che ogni generazione deve far proprie le lotte e le conquiste delle generazioni recedenti, e condurle a mete ancora più alte. Non è possibile accontentarsi di quello che si è già ottenuto nel passato e fermarsi, e goderlo come se tale situazione ci facesse ignorare che molti nostri fratelli soffrono ancora situazioni di ingiustizia che ci interpellano tutti. Ecco perché è sempre tempo di Resistenza, ecco perché sono sempre attuali i valori che l’hanno ispirata” – le parole del presidente della Repubblica – “Si apriva la stagione dei diritti umani delle persone e dei popoli, per prevenire i conflitti, per affermare che la dignità delle persone non si esaurisce entro i confini dello Stato del quale sono cittadini. Non ci può essere pace solo per alcuni, benessere per pochi, lasciando miseria, fame, sottosviluppo, guerre, agli altri. Questa è la grande lezione che ci ha consegnato Papa Francesco“.
Meloni: “Onoriamo i valori democratici negati dal fascismo”
“Oggi l’Italia celebra l’ottantesimo anniversario della Liberazione. In questa giornata, la Nazione onora la sua ritrovata libertà a riafferma la centralità di quei valori democratici che il regime fascista aveva negato e che da 77 anni sono incisi nella Costituzione repubblicana“. Inizia così il post scritto da Giorgia Meloni a margine delle celebrazioni all’Altare della Patria. La presidente del Consiglio ha poi aggiunto: “La democrazia trova forza e vigore se si fonda sul rispetto dell’altro, sul confronto e sulla libertà e non sulla sopraffazione, l’odio e la delegittimazione dell’avversario politico. Oggi rinnoviamo il nostro impegno affinché questa ricorrenza possa diventare sempre di più un momento di concordia nazionale, nel nome della libertà e della democrazia, contro ogni forma di totalitariso, autoritarismo e violenza politica“.
Tensioni e polemiche
Non sono poi mancate tensioni e polemiche, ampiamente aspettate dopo quanto accaduto anche negli scorsi anni e anche alla luce di alcune raccomandazioni e perfino divieti, specialmente in alcuni comuni della Lombardia amministrati da sindaci di centro-destra. Già ieri sera, a Torino, militanti di Azione, Italia Viva e + Europa erano stati allontanati da un corteo dopo essersi presentati con bandiere ucraine ed europee.
A Roma ci sono stati momenti di tensione tra movimenti e delegazioni politiche, come quelli che hanno visto la contrapposizione dell’Anpi, da una parte, e degli studenti di Cambiare Rotta e dei militanti di Potere al Popolo dall’altra. Ma anche quella tra la Brigata e la Comunità Ebraica, da una parte, e manifestanti pro-Palestina dall’altra. Porta San Paolo resta blindatissima, come d’altronde lo era dalle prime ore di questa giornata. Momenti analoghi di tensione ci sono stati anche a Milano.
Intanto, non mancano nuove polemiche dopo che, in virtù dei ben cinque giorni di lutto nazionale decretati dal governo, Nello Musumeci aveva invitato alle celebrazioni del 25 aprile “con sobrietà“. Dalla politica ai cittadini, in tanti hanno criticato, e in alcuni casi, ironizzato sulle dichiarazioni del ministro della Protezione Civile e per le Politiche del Mare. “Un invito incomprensibile, io mi sono sempre sentito sobrio e credo che lo sia la stragrande maggioranza di tutti quelli che sono in piazza. Questi inviti vanno fatti se c’è un’argomentazione” – il commento del sindaco di Milano, Beppe Sala – “Avrei preferito che dicessero ‘niente musica’, per esempio. Lo avrei trovato sbagliato, ma sarebbe stato un messaggio chiaro. Così è un messaggio fuorviante che tende a dare un segno negativo per chi è in piazza. A Milano c’è sempre sobrietà in chi manifesta il 25 aprile“.
Oltre alle controverse raccomandazioni di Musumeci, diversi sindaci di centro-destra, con il pretesto del lutto nazionale per la morte di Papa Francesco, hanno introdotto nei loro Comuni alcuni divieti particolari per il 25 aprile. Cortei vietati o vari eventi annullati, ad esempio, a Domodossola, Ono San Pietro e Cividate Camuno (Brescia), Cinisello Balsamo e Legnano (Milano), Ancona, Mirano (Venezia), Romano di Lombardia (Bergamo), Foligno (Perugia), Cesena e Pesaro. Ma anche in Comuni amministrati da sindaci vicini al centro-sinistra, come Genazzano (Roma) e Ponte San Nicolò (Padova). A Romano di Lombardia sarebbe stato anche proibito suonare e cantare ‘Bella ciao’.
Tragedia a Lanciano, un morto e diversi feriti
Il 25 aprile a Lanciano, in provincia di Chieti, è stato funestato da una tragedia. Un corteo di manifestanti è stato colpito in pieno da un’auto guidata da un 80enne mentre percorreva piazza della Pietrosa. L’uomo alla guida, forse colto da un malore, ha investito e ucciso un 81enne, oltre a ferire altre due persone. Anche l’anziano automobilista è rimasto ferito: tutte le persone sono state prontamente soccorse e portate in ospedale, con le loro condizioni che non appaiono gravi, come riferiscono fonti sanitarie.


