La storica battaglia delle arance del Carnevale di Ivrea diventa sostenibile: dopo l’evento gli agrumi vengono riutilizzati. Ecco come.
Il Carnevale di Ivrea è conosciuto per essere il più antico carnevale storico d’Italia, ma anche per la Battaglia delle Arance, che ogni anno attira sempre più turisti nel comune piemontese.
Questa battaglia spettacolare, che consiste nel lanciarsi addosso le arance, rappresenta al meglio la rivolta del popolo (gli aranceri a piedi) che si scontra con le armate del tiranno (gli aranceri sui carri).
Un’iniziativa del genere però, fa immediatamente pensare all’enorme spreco alimentare che si ripete ogni anno.
In realtà, va precisato che le arance utilizzate durante la battaglia, che provengono da Sicilia e Calabria, non sono adatte al consumo umano. Se non venissero utilizzate in questo modo, sarebbero destinate al macero.
La battaglia delle arance è anti spreco: ecco come si riutilizzano gli agrumi
Già dal 2019, dopo la famosa battaglia gli agrumi, ridotti ormai in poltiglia, vengono raccolti in apposite vasche e riutilizzati in diversi modi. Per l’edizione 2023, dopo i tre giorni di lanci all’ultima arancia, queste saranno destinate al compostaggio per l’agricoltura. La lavorazione degli scarti le trasformerà in fertilizzante naturale per i campi agricoli e la floricoltura, in materiale per la produzione di energia pulita e di biometano.
Le arance per il Carnevale di Ivrea quindi, non si limitano ad essere “armi” sprecate per una storica battaglia goliardica, ma tornano a seconda vita diventando nutrimento per la terra.


