Gallipoli, per 15 anni i liquami non trattati di un intero quartiere sono finiti in mare

Gallipoli, per 15 anni i liquami non trattati di un intero quartiere sono finiti in mare

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La rete fognaria non era collegata, a Gallipoli, in Puglia, in 15 anni 85.000 metri cubi di liquami sono finiti in mare.

A Gallipoli, in Puglia, la Guardia Costiera ha fatto una scoperta sconcertante. Per oltre 15 anni, i liquami non trattati di un intero isolato della città sono finiti in mare perché non collegati alla rete fognaria.

L’indagine della Guardia Costiera è partita circa un anno fa, grazie a un video girato in pieno giorno a Gallipoli e divenuto subito virale. Le immagini, mostravano la presenza di una conduttura sotterranea che, da via della Cala, sversava in mare una grande quantità di sostanze di scolo maleodoranti. Il tutto a pochi passi dal centro della località turistica.

85.000 metri cubi di liquami non depurati sono quindi finite nelle acque della cittadina, rinomata per le sue acque cristalline.

La rete fognaria non era collegata, a Gallipoli 85.000 metri cubi di liquami finiscono in mare

Gli accertamenti, durati diversi mesi, hanno portato alla luce una triste realtà, fatta di inciviltà e negligenza ai danni dell’ambiente.

Infatti, quasi un intero isolato, composto da condomini con abitazioni civili, uffici, locali commerciali e attività ricettive è risultato privo del regolare allaccio alla rete fognaria cittadina.

Una scoperta sconcertante che rivela un vero e proprio disastro ambientale andato avanti per oltre 15 anni nell’indifferenza generale dei cittadini.

Dalla stima effettuata da ACQ (Acquedotto Pugliese) sulla base dei consumi delle utenze, sono stati sversati in mare circa 85.055,00 metri cubi di acque reflue domestiche non depurate.

Grazie alle indagini della Guardia Costiera i titolari delle utenze hanno dovuto procedere immediatamente con la regolarizzazione dell’allaccio alla rete fognaria cittadina, con il coinvolgimento del Comune e di Acquedotto Pugliese.

Agli amministratori condominiali e ai proprietari coinvolti sono stati contestati lo scarico di acque reflue domestiche non autorizzato, l’inquinamento ambientale, il getto pericoloso di cose, durevole deterioramento delle acque, deturpamento di bellezze naturali, inosservanza dei provvedimenti dell’autorità.

Le persone indagate sono dieci e 50 quelle multate. Per alcuni la sanzione ammonta a 30mila euro.

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