“E quindi uscimmo a riveder le stelle”, la citazione dantesca dà titolo al primo spettacolo di droni organizzato a Bologna.
Dopo anni di clausura forzata dalla pandemia di Covid e in un momento storico caratterizzato dallo scoppio di guerre particolarmente vicine all’Europa, il messaggio suona ancor più suggestivo.
Il Nettuno e i portici di Bologna sono solo due dei simboli più amati della città che hanno illuminato il cielo di Bologna sulle note di Strauss. La città ha aperto ufficialmente le celebrazioni natalizie con un appuntamento del Bologna Festival. Piazza VIII agosto e i tetti del centro storico hanno fatto da scenario a un balletto di 500 droni illuminati che hanno danzato sulle note di Čajkovskij e di Strauss per essere poi accompagnati dai brani più celebri del cantante bolognese, Cesare Cremonini.
Maddalena da Lisca, Sovrintendente e direttore artistico di Bologna Festival: “È una grande emozione davvero, vedere volare nel cielo 500 droni sopra Bologna e disegnare le cose più belle che Bologna ha da offrirci, i monumenti più belli. È davvero un’operazione molto molto speciale, un dono che abbiamo voluto fare Bologna Festival e Illumia a questa nostra città e mi pare che il pubblico risponda con davvero molto entusiasmo”.
Marco Bernardi, Presidente Illumia:”Un bel regalo, uno spettacolo meraviglioso: 500 droni sul cielo di Bologna che hanno disegnato le immagini più iconiche e poi anche un messaggio bello, cioè quello di smettere di guardarsi la punta dei piedi, alzare lo sguardo verso il cielo e recuperare quella vocazione dell’uomo a desiderare cose grandi. Siamo sempre affannati in cose piccole e nelle cose da fare e ci dimentichiamo invece che è bello desiderare cose grandi e questa è la misura dell’uomo“.


