Il banchiere Gotti Tedeschi Per salvare il Pianeta fate più figli e diventate più poveri. Ecco perché ha torto

Il banchiere Gotti Tedeschi: “Per salvare il Pianeta fate più figli e diventate più poveri”. Ecco perché ha torto

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Da tempo il banchiere Ettore Gotti Tedeschi afferma che l’idea che la sovrappopolazione sia un problema per il Pianeta deve essere superata e che anzi per salvare l’ambiente bisogna fare più figli. Ma è davvero così?

Per salvare il Pianeta dall’inquinamento bisogna fare figli. Tanti. Più ne facciamo meglio è. Sembra un evidente paradosso ma c’è chi ci crede sul serio. Come Ettore Gotti Tedeschi, banchiere italiano ed ex presidente dello IOR, uno dei maggiori istituti finanziari di Città del Vaticano.

In un’intervista rilasciata a La Verità – il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro che da tempo si batte contro quella che considera la “lobby green” -, Gotti Tedeschi è tornato sulla questione spiegando la sua posizione.

“L’Occidente negli anni Settanta ha ritenuto che la crescita della popolazione dovesse essere interrotta. Le giustificazioni stavano nel fenomeno che viene chiamato inquinamento. Anzi, il termine più corretto è ‘impatto ambientale’ dovuto alla crescita della popolazione”, afferma Gotti Tedeschi.

L’essere umano, spiega il banchiere, è stato colpevolizzato fino ad essere considerato un “cancro della natura”. E secondo Ettore Gotti Tedeschi questo è uno dei motivi per cui “l’uomo occidentale” “interruppe progressivamente il tasso di natalità” mentre il resto del mondo continuava a crescere di numero.

Natalità e ambiente. L’analisi (zoppicante) di Gotti Tedeschi

Che ci sia stata una diminuzione del tasso di natalità nei Paesi occidentali e allo stesso tempo una esplosione demografica in quelli che fino a qualche anno fa venivano chiamati “Paesi del Terzo Mondo” è un dato di fatto inconfutabile. Quali siano le ragioni di tutto ciò è un altro discorso che però non ci interessa in questa sede.

Qui bisogna capire se davvero la decrescita della popolazione in Italia e – più in generale – in Occidente rappresenta un problema per l’ambiente come dice Gotti Tedeschi.

Ma come è possibile che una popolazione meno numerosa in Occidente provochi un aumento dell’impatto ambientale? Ecco la risposta che offre il banchiere: il calo delle nascite avrebbe “provocato una decrescita del PIL se non fosse stata compensata da consumismo. Perciò la crescita dei consumi individuali ha compensato il crollo nascite, illusoriamente però. Per poter consumare sempre di più si sono delocalizzate le produzioni in Paesi produttori a basso costo industrializzando Pasi emergenti e deindustrializzando l’Occidente”. E questo, in estrema sintesi, avrebbe creato maggiore inquinamento.

La soluzione? Ettore Gotti Tedeschi afferma che “l’Occidente deve tornare a fare figli. Perché in tal modo si ridurrebbe il consumismo (che provoca inquinamento) e si ridurrebbe la necessità di delocalizzare le produzioni a basso costo (e ad alto inquinamento). Perché si formerebbero famiglie con attitudine sobria verso i consumi, i cui membri si sentirebbero obbligati a un maggior ‘impegno’ per responsabilità verso i figli. Si ritornerebbe a risparmiare e a investire, riavviando il circolo virtuoso”. 

In sintesi, dice il banchiere: se fate più figli avete meno soldi; se avete meno soldi potete comprare meno cose; se comprate meno cose il sistema Paese non è costretto a delocalizzare le produzioni perché tanto non le comprereste più e ciò porterebbe a una diminuzione dell’impatto ambientale. Dunque, dice Ettore Gotti Tedeschi, per salvare l’ambiente bisogna impoverirsi.

Le falle del ragionamento di Gotti Tedeschi

Al di là delle considerazioni personali che ognuno possa avere rispetto a questa posizione, l’analisi di Gotti Tedeschi sembra in generale a dir poco zoppicante. Per almeno due ragioni.

La prima, perché non prende affatto in considerazione l’altra variabile di cui abbiamo parlato all’inizio. Cioè l’aumento vertiginoso della popolazione nei Paesi in via di Sviluppo. Seppure in Italia facessimo più figli e smettessimo di comprare iPhone, ci sarebbe una grandissima fetta (crescente) della popolazione mondiale con comprensibili aspirazioni di crescita economica.

La seconda variabile che sfugge al banchiere è quella tecnologica. Allo stato attuale di conoscenza e sviluppo tecnologici raggiunti dall’essere umano, pensare che si possa tornare a scrivere a mano e inviarsi caroline è quasi folle. In una Italia con tanti figli (ma con stipendi bassi e che non crescono, questo è il punto), gli italiani sarebbero solo più poveri e frustrati. E secondo diverse teorie di psicologia economica in situazioni di questo tipo non è detto che si prendano decisioni razionali.

Per combattere l’inquinamento bisogna perseguire i ricchi, non i poveri

Ma attenzione a rigettare del tutto la posizione di Gotti Tedeschi. Se è vero che la sua sembra essere una visione antica e poco globale, è vero anche che ha centrato un punto: l’impatto ambientale non dipende solo dall’aumento della popolazione mondiale ma anche dallo stile di vita.

Per dirla meglio, sono tre le variabili antropiche che vanno considerate quando si deve analizzare l’impatto ambientale: la popolazione, la capacità tecnologica di compensare l’inquinamento e i consumi di risorse, energia e spazio del singolo individuo.

L’aumento della popolazione incide sull’impatto ambientale. Ma solo in parte. Molto di più conta lo stile di vita. A dimostrarlo è un dato: il 50% più povero della popolazione mondiale (3,5 miliardi di persone) è responsabile di circa il 10% delle emissioni di CO2 globali, mentre il 10% più ricco produce circa il 50% delle emissioni. 

Sulla base di ciò forse più che impoverire la popolazione italiana spingendola a fare più figli (e quindi a non potersi più permettere i confort che il banchiere definisce consumismo) avrebbe più senso “impoverire” chi ha uno stile di vita estremamente dannoso per l’ambiente: i ricchi. 

A questo punto verrebbe da dire che la cosa più utile per combattere l’inquinamento sarebbe una patrimoniale sui redditi più alti. Ma chissà se il banchiere Ettore Gotti Tedeschi e il direttore Maurizio Belpietro sarebbero poi così d’accordo. 

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