Non ci sono solo gli operai con i loro rappresentanti sindacali, ma anche le associazioni di categoria dell’indotto: “Salvate l’azienda e decarbonizzate gli impianti”.
Un maxi-corteo di circa seimila persone ha attraversato le strade di Taranto per chiedere al governo di salvare l’ex Ilva. A partecipare, non solo gli operai metalmeccanici aderenti a diversi sindacati, ma anche associazioni di categoria relative all’indotto come Aigi, Casartigiani e Confapi Industria.
“La vertenza ex Ilva è a un punto di svolta decisivo, ma c’è il rischio concreto che lo stabilimento venga chiuso per una volontà ben precisa di Lucia Morselli, amministratore delegato espressione di fatto di ArcelorMittal” – spiegano i sindacati – “L’unico altoforno attualmente in marcia, già ridotta, si sta avviando ad un ulteriore abbassamento della carica. Il governo trovi le opportune garanzie a tutela dei lavoratori e dei crediti delle imprese, per la salvaguardia ambientale, occupazionale e industriale“.
Le richieste dei sindacati e delle associazioni dell’indotto sono sempre le stesse: un serio intervento pubblico sull’ex Ilva, estromettendo di fatto ArcelorMittal che ha dimostrato in questi anni una grande inaffidabilità. E se le associazioni dell’indotto chiedono di tutelare i crediti che vantano nei confronti di Acciaierie d’Italia (secondo le stime sarebbero pari ad almeno 130 milioni di euro), Federacciai lancia un appello al governo, affinché segua l’esempio di Francia e Germania sulla decarbonizzazione.
“Per evitare la chiusura di una delle più grandi acciaierie del Paese, ed un effetto domino sull’economia, l’Italia dovrebbe finanziare la transizione verde. Non possiamo permetterci di rinunciare ad uno stabilimento in difficoltà, che impiega circa 10mila persone, perché causerebbe un disastro per l’industria manifatturiera nazionale” – ha spiegato Antonio Gozzi, numero uno di Federacciai, in un’intervista al Financial Times – “Se il governo finanziasse due nuovi sistemi a riduzione diretta del ferro, si potrebbe tornare a produrre 5 milioni di tonnellate all’anno“.


