Brasile

62,3 gradi percepiti a Rio de Janeiro. Un futuro rovente ci attende?

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62,3 gradi centigradi percepiti. A Rio de Janeiro, il 16 marzo alle 9:55, ora locale, è stato stabilito un nuovo record.

È un’immagine capace di rappresentare la crisi climatica quella che ha immortalato centinaia di migliaia di persone ammassate sulle spiagge di Copacabana e Ipanema per cercare refrigerio dalle temperature infernali registrate negli ultimi giorni.

Le temperature brasiliane hanno superato i 40 gradi centigradi, la temperatura percepita invece è stata di gran lunga superiore poiché è un indicatore che tiene conto sia della temperatura e dell’umidità e restituisce il grado di disagio che le condizioni atmosferiche causano nell’uomo. L’umidità infatti impedisce al sudore di essere smaltito dal corpo, aumentando la sensazione di calore.

Nell’emisfero australe a marzo l’estate è quasi finita, se è normale che in questo periodo le temperature siano ancora alte, non è abituale che si tocchino livelli record quando l’autunno è alle porte. D’altronde il 2023 è stato l’anno più caldo mai registrato sulla terra da quanto si misurano le temperature, dal 1850.

Il fenomeno coinvolge tutto il mondo, l’Europa è particolarmente colpita dal riscaldamento globale e appare seguire la stessa traiettoria che ha investito il Sudamerica, le ondate di calore sono sempre più intense e più frequenti. Un futuro rovente ineluttabile a meno di un’epocale inversione di tendenza in termini di emissioni inquinanti e di sostenibilità globale.

 

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