Intanto, Peacelink ha scritto ancora a Gilberto Pichetto per chiedere indagini approfondite sui (nuovi) picchi di benzene registrati a Tamburi e non solo.
Ex Ilva, l’appello della mamma di Giorgio Di Ponzio alla politica per cambiare la legge che disciplina la normativa sugli inquinanti. Carla Luccarelli, mamma del 15enne morto a Taranto nel 2019 per un sarcoma, ha spiegato: “L’attenta analisi del danno sanitario a cui siamo sottoposti ogni giorno da anni mi ha portato inevitabilmente a constatare come la normativa italiana mostri serie lacune in materia di limiti posti su determinati inquinanti, alcuni dei quali emessi dalla grande industria attiva sul nostro territorio come l’ex Ilva – Acciaierie d’Italia“.
“Nel corso degli ultimi cinque anni, dopo la scomparsa di mio figlio Giorgio a causa di un sarcoma che lo Iarc certifica come causa da diossine, mi sono dedicata allo studio della letteratura scientifica in ambito sanitario e, nello specifico, alla correlazione tra patologie tumorali (e non solo) e gli inquinanti” – ha aggiunto Carla Luccarelli – “Leggendo i vari report di Arpa Puglia mi sono resa conto che inquinanti cancerogeni, o comunque dannosi per la salute, in alcuni casi non sono normati mentre in altri hanno limiti poco restringenti tanto da mettere in allarme la stessa Asl di Taranto, che sugli stessi report dell’Arpa avverte che tali limiti non equivalgono a scagionare un rischio sanitario per chi vive nella provincia di Taranto, specie per chi abita in quartieri come Tamburi, Paolo VI e Borgo“.
Carla Luccarelli ha scritto una lettera indirizzata a tutti i parlamentari tarantini per “intraprendere un percorso comune da attuare con un tavolo tecnico, civico e istituzionale che riesca a produrre la bozza di un disegno di legge al fine di mettere loro nelle condizioni di portarlo alle camere per avviare l’iter legislativo. Urge la necessità di normare e/o modificare testi di legge inerenti inquinanti come le diossine, i PCB, gli IPA in cui è incluso il benzo(a)pirene, il benzene e altri composti e metalli nelle diverse matrici: aria, terra e acqua“.
“Serve un percorso trasversale che, superando le bandiere di partito, dimostri che per la tutela della salute, cittadinanza scientifica e istituzioni si incontrano, dialogano e lavorano per un bene comune: il diritto alla vita. Spesso, nei documenti redatti da Arpa e Asl, siamo costretti a leggere di comparazioni con limiti normativi internazionali. Questo conferma che legge italiana, su determinati inquinanti, pur recependo le direttive europee, non tutela la nostra salute” – aggiunge la mamma di Giorgio Di Ponzio – “Siamo costretti a studiare le norme di altri Paesi europei o di altri continenti. Invito tutti i cittadini e condividere e sottoscrivere questa mia lettera, dimostrando così di essere parte attiva, e non passiva, di un territorio che, dopo sacrifici incalcolabili, chiede giustizia sociale e ambientale“.
Peacelink, nuova lettera a Pichetto
Intanto, Peacelink ha scritto una nuova lettera a Gilberto Pichetto Fratin sui picchi di benzene nuovamente registrati nel quartiere Tamburi e non solo. Si tratta del terzo appello in pochi giorni.
“L’impatto riguarda tutta la città di Taranto, per effetto dello spostamento della massa d’aria inquinata verso la parte Sud della città. In via Alto Adige è stato superato il cosiddetto ‘8 hours Rel’ che in California è considerato una soglia significativa ai fini della valutazione sanitaria” – ha scritto il presidente dell’associazione, Alessandro Marescotti – “Il benzene è un composto organico volatile, dannoso per la salute umana, cancerogeno certo associato alle leucemie che a Taranto risultano in eccesso. Il quartiere Tamburi, vicino all’ex Ilva, ha un elevato livello di benzene rilevato. Tuttavia, è necessaria un’indagine più approfondita e per questo chiediamo l’intervento del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica“.


