Centinaia gli interventi di soccorso in poche ore, ma tra esondazioni e frane la situazione è assolutamente critica e resta l’allerta rossa fino a mezzanotte.
Centinaia di interventi in poche ore da parte di Vigili del fuoco e Protezione Civile in gran parte del territorio dell’Emilia-Romagna. E non potrebbe essere altrimenti, dal momento che nel giro di 24 ore, su un territorio che in passato ha già pagato carissimo il dissesto idrogeologico, è caduta più acqua di quella che in media cade in un intero mese autunnale e piovoso come quello di ottobre.
La situazione più critica riguarda fiumi e torrenti, molti dei quali sono esondati e hanno invaso interi centri abitati. Nel bacino del Secchia, ad esempio, si sono registrati picchi di 190 millimetri di pioggia, mentre in quello dell’Enza la media è stata di 130 millimetri con punte di 160. Sono entrate in funzione tutte le casse di espansione presenti sul territorio regionale, ma non è bastato ad attenuare l’emergenza, anche perché oltre alle abbondanti precipitazioni ci sono detriti di vario genere a ingrossare i bacini. Nelle prossime ore resterà in vigore l’allerta rossa per rischio idraulico e idrogeologico, in attesa del deflusso delle piene dei fiumi. Le province più colpite, al momento, sono quelle di Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza. Ma anche nel resto della Regione, come ad esempio a Forlì-Cesena e in alcuni Comuni della provincia, la situazione è molto delicata.
Decine di cittadini sono stati soccorsi mentre l’acqua invadeva le loro case o mentre si trovavano intrappolati a bordo delle loro auto. Non mancano danni significativi anche alle infrastrutture: diverse frane hanno interrotto i collegamenti tra vari Comuni, rendendo complicati anche i soccorsi e le inevitabili evacuazioni dei residenti nelle zone più colpite. Alcuni ponti sono stati chiusi a scopo precauzionale in provincia di Modena, dove si registra anche il crollo di un ponte sul torrente Rossenna, spazzato dalla piena, nei pressi di Prignano sulla Secchia.
In attesa di un miglioramento e di un abbassamento del livello dei corsi d’acqua, la macchina dei soccorsi lavora come può per garantire la sicurezza dei cittadini. Le esondazioni, le frane e gli smottamenti, tuttavia, continuano a causare danni e a isolare interi centri abitati, specialmente nei Comuni dell’Appennino emiliano, estremamente fragili per l’eccessiva cementificazione e per le caratteristiche morfologiche del territorio.


