La distribuzione globale delle microplastiche negli oceani secondo la mappa diffusa dalla Società geografica americana.
Le microplastiche si trovano ormai ovunque, ma dove di preciso? A mostrare le zone maggiormente colpite dall’inquinamento dei frammenti di plastica ci ha pensato la Società geografica americana, che ha utilizzato la mappa creata dal centro di comunicazione ambientale GRID-Arendal per mostrare la distribuzione globale delle microplastiche.
Queste minuscole particelle, inferiori ai 5 mm, sono state trovate in ogni angolo del pianeta, nell’acqua, nel suolo, nell’aria e nei nostri organi. La mappa delineata dall’ente no profit, si concentra sulla presenza delle microplastiche negli oceani. Proprio lì infatti, si accumulano le particelle che entrano nei sistemi acquatici e vengono trasportate dalle correnti e dai vortici oceanici. Questi percorsi in mare fanno sì che le microplastiche si accumulino nelle regioni in cui circolano le correnti oceaniche.
In questo modo si formano le cosiddette isole di plastica, enormi distese di rifiuti plastici galleggianti e frammenti, che danneggiano gli ecosistemi marini e soffocano gli oceani. Questi atolli sono presenti anche nei mari più “chiusi”, come il Mediterraneo, dove sono stati individuati dal satellite Sentinel-2.
La distribuzione globale delle microplastiche, ecco dove si trovano
Nella mappa vengono mostrate le concentrazioni di microplastiche e la loro possibile provenienza. Le linee tratteggiate infatti, a seconda del colore, indicano che i frammenti possono derivare dalle attività di pesca oppure da attività sulla terra ferma. Il colore rosso indica la maggior concentrazione di microplastiche e il bacino del Mediterraneo, insieme alla zona indicata come “vortice del Nord Pacifico”, sono quelle dalla sfumatura più scura.
#MOTW Global Distribution of Microplastics
Microplastics, small pieces of plastic less than 5 mm in length, are major environmental health hazards that have been found in every corner of the globe and across every biota. pic.twitter.com/9PGbfRU6OY
— The American Geographical Society (@AmericanGeo) June 20, 2024
Il problema delle microplastiche dunque, continua a preoccupare la comunità scientifica, sia per quanto riguarda gli ecosistemi che per le conseguenze sull’organismo umano. Sebbene non siano del tutto note le complicazioni causate dai frammenti nel corpo, molti studi hanno rilevato le particelle in sangue, cervello, placenta, urina. Una ricerca italiana poi, ha correlato per la prima volta la loro presenza al rischio di infarto e ictus.


