Il Ghiacciaio di Flue sul Monte Rosa è ormai estinto. A farlo sapere è stata Legambiente che ha lanciato l’allarme anche per i ghiacciai alpini dell’Adamello e della Marmolada
Sul versante sud del Monte Rosa, il ghiacciaio di Flua non esiste più. Solo due secoli fa si poteva scorgere una distesa di ghiaccio vasta ben 80 ettari, quanto 112 campi da calcio.
Ma oggi di quell’immagine resta solo un ricordo. Perché al posto della distesa di ghiaccio si possono scorgere solo rocce, detriti e pochi cumuli di neve residua delle ultime nevicate tardive.
Un’immagine emblematica della crisi climatica che sta cambiando il volto delle nostre montagne.
La crisi dei Ghiacciai alpini a rischio scomparsa
Il caso del ghiacciaio di Flua non è isolato. Molti ghiacciai alpini, soprattutto quelli al di sotto dei 3500 metri, stanno soffrendo a causa dell’aumento delle temperature globali.
Come ha spiegato Legambiente che ha presentato i dati nel corso della terza tappa della “Carovana dei ghiacciai”, tra i prossimi a rischio estinzione ci sono il ghiacciaio dell’Adamello e quello della Marmolada. In pratica, entro il 2050 potremmo dire addio a una parte consistente dei giganti bianchi delle Alpi.
Anche i ghiacciai delle Piode e del Sesia-Vigna, sempre sul Monte Rosa, sono in forte sofferenza. Dal 1980, questi ghiacciai sono arretrati di oltre 600 metri. Un dato preoccupante che evidenzia quanto velocemente stiano scomparendo questi elementi vitali del nostro ecosistema montano.
Caldo e meteo estremo
A causare la scomparsa dei ghiacciai alpini non è solo il calore sempre maggiore riscontrato in alta montagna, ma anche l’aumento degli eventi climatici estremi.
Nel 2024, dall’inizio dell’anno fino a luglio, sono stati registrati ben 101 eventi estremi sulle Alpi, un record negativo che continua a crescere anno dopo anno. Il Monte Rosa ne ha subito le conseguenze alla fine di giugno, quando piogge torrenziali hanno colpito il versante sud, causando frane, erosioni e danni alla viabilità.
Mentre i ghiacciai si ritirano, si creano nuovi ecosistemi nelle zone lasciate libere dal ghiaccio. Piante e insetti iniziano a colonizzare queste aree, trasformando il paesaggio. Ma questa non è una buona notizia: se da una parte la natura cerca di adattarsi, dall’altra la scomparsa dei ghiacciai rappresenta una perdita irreparabile per l’intero ecosistema alpino e per le riserve idriche che garantiscono la sopravvivenza nelle pianure.


