Mitili, adesso è possibile riciclare le retine da allevamento delle cozze

Cozze, ecco come riciclare le retine da allevamento dei mitili

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Le reti utilizzate per l’allevamento di cozze diventano un enorme problema se rotte e disperse in mare. Il 27% dei rifiuti ritrovati in spiaggia è costituito proprio dalle reti in plastica. Per questo Legambiente ha collaborato con il progetto “Life Muscles” ed ha inaugurato un impianto mobile montato su un container che viene messo a disposizione degli allevatori che possono riciclare fino a 300 chili di reti al giorno.

Si tratta di reti tubolari che permettono alle cozze di crescere al loro interno. L’impianto è stato progettato in Puglia e adesso è in uso vicino Chioggia. Nel 2025, grazie a Life Muscles, altre città verranno coinvolte nel progetto che coinvolgerà anche Croazia e Slovenia.

La miticoltura consiste nell’allevamento di cozze in vivai di ampiezza variabile tra i cinquecento e i 1500 metri quadrati, costituiti da pali in ferro zincato piantati sul fondale o da galleggianti collegati tra loro da corde di nylon, tese sotto il livello del moto ondoso, a cui sono annodati i cosiddetti “pergolati” o “reste” su cui crescono i mitili. Le reti hanno maglie più o meno grosse a seconda della misura della cozza o mitile e vengono scelte zone marine con morfologia e condizioni ambientali favorevoli per la mancanza di mareggiate.”

Il progetto europeo ha incentivato azioni di riciclo dei rifiuti che spesso finiscono su fondali marini. Life Muscles ha come sottotitolo “innovazione circolare per proteggere i mari” e mira a dare una seconda vita alle reti in plastica che altrimenti verrebbero buttate o disperse in mare. L’obiettivo del progetto “è quello contribuire alla riduzione dell’impatto provocato dalla dispersione nell’ambiente marino delle retine, promuovendo e creando una catena di valore più sostenibile.”

Nella zona di La Spezia è stato contemporaneamente avviato un progetto di sostituzione delle reti con retine in biopolimero biodegradabile. Come si evince dal progetto nella zona del Tirreno il partner del progetto è la Cooperativa Mitilicoltori Associati, “che riunisce 86 operatori della mitilicoltura, ha una concessione statale sull’intera area di produzione marina (170 ha). Qui la produzione annuale è pari a 2.500 tonnellate di cozze con 7,5 tonnellate di calze in polipropilene utilizzate.”

In Puglia invece operano 12 operatori di mitilicoltura, tra cui piccole cooperative e aziende a conduzione familiare. “L’estensione della zona di allevamento è di 2.400 ettari in mare con una produzione annuale di cozze di 10.000 tonnellate. Ogni anno vengono utilizzate 24 tonnellate di calze con una spesa di 96.000 euro (4 euro al chilo) per il loro acquisto. L’impianto di riciclaggio tratterà le calze PP usate raccolte nell’acquacoltura del Gargano. La raccolta sarà coordinata dalla Soc. Agricola Ittica Del Giudice (partner del progetto), proprietaria di una concessione marina di 200 ettari con 800 tonnellate di cozze prodotte ogni anno e circa 2 tonnellate di calze PP utilizzati.”

Il progetto prevede anche l’introduzione di cartellini che informino il consumatore quando sta acquistando cozze provenienti da allevamento sostenibile per promuovere l’innovazione circolare.

Loris Pietrelli, Referente scientifico di Legambiente, ha dichiarato: “Abbiamo costruito questo impianto mobile che consente il recupero del polipropilene, delle retine che vengono utilizzate per l’allevamento delle cozze. Attualmente queste retine rappresentano un rifiuto speciale non pericoloso che va smaltito in discarica e noi con il nostro impianto siamo in grado di riciclarle. L’impianto prevede tre fasi distinte di trattamento di queste retine: la prima fase consiste nella triturazione, la seconda nel lavaggio dei frammenti ottenuti e la terza fase prevede l’asciugatura. A questo punto questi frammenti possono prendere il via per andare presso l’impianto in cui verranno trasformate in nuove retine o in altri oggetti realizzati in polipropilene. Questo impianto, di fatto, consente la sostenibilità di questa filiera legata  all’allevamento delle cozze perché i miticoltori, conferendo queste retine all’impianto, possono ottenere uno sconto notevole quando vanno ad acquistare le nuove retine fatte con il polipropilene riciclato.”   

 

 

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