Il bilancio è decisamente sottostimato, ancora parziale e destinato ad aggravarsi. Si tenta un ponte aereo da Reunion, ma i collegamenti sono tutti interrotti.
Almeno 22 morti e oltre 1.400 feriti, ma il bilancio è decisamente sottostimato e destinato ad aggravarsi dopo il passaggio di un violento ciclone sull’isola di Mayotte, territorio francese d’Oltremare situato nell’Oceano Indiano.
Il ciclone, il più potente degli ultimi 90 anni, ha spazzato via nello scorso week-end interi centri abitati, spesso costituiti da piccole case tradizionali che non hanno retto l’urto. Dopo tre giorni, c’è ancora grande incertezza sia sul bilancio delle vittime che su quello dei danni, indubbiamente molto ingenti. Tutto da accertare anche l’impatto del ciclone sulla situazione sanitaria della popolazione, ed è ancora molto presto dal momento che molti dubbi emergono anche per quanto riguarda il numero dei dispersi.
Mayotte, appartenente al Dipartimento più povero e arretrato della Francia, appare oggi assolutamente devastata: uno scenario apocalittico che presto sarà visto di persona dal presidente Emmanuel Macron, che oltre ad aver annunciato di voler dichiarare il lutto nazionale, ha assicurato che si recherà sull’isola. Nel frattempo si è attivata la macchina dei soccorsi, con poliziotti e gendarmi che raggiungeranno Mayotte grazie ad un ponte aereo da Reunion, il territorio francese più vicino, situato a circa 1.400 km in linea d’aria. Non sarà un’impresa semplice, considerando che il ciclone ha anche danneggiato la torre di controllo dell’aeroporto di Dzaoudzi, oltre all’unico ospedale dell’isola. Intanto, però, stanno arrivando rifornimenti di viveri e materiale medico e sanitario.
Sul conteggio delle vittime, un ulteriore margine di incertezza è rappresentato dal fatto che la maggioranza della popolazione è musulmana e secondo i riti islamici molti dei morti potrebbero essere stati sepolti nel giro di 24 ore. A rendere ancora più potente il ciclone, con tutta probabilità, le alte temperature delle acque superficiali, che di recente hanno raggiunto i 30°C e che hanno fornito maggiore energia. Un ciclone così potenziato ha attraversato l’isola di Mayotte portando con sé violente piogge con raffiche di vento che hanno addirittura superato i 220 km/h.
Si continua ancora a scavare tra le macerie delle baraccopoli alla ricerca di vittime: un compito non semplice soprattutto per via dell’altissima densità di popolazione nei vari centri abitati. Alla Francia sono giunte manifestazioni di solidarietà e di cordoglio, oltre alla garanzia di fornire aiuti umanitari. Non mancano però le polemiche, sopratutto sul nuovo premier François Bayrou, appena nominato da Macron, che invece di recarsi a Mayotte ha visitato la città di Pau, di cui intende rimanere sindaco nonostante il nuovo, gravoso incarico.


