L’assurdità di distruggere intere foreste per produrre imballaggi e piantagioni che contribuiscono ad inquinare il Pianeta. La vignetta di Greenpeace contro l’e-commerce e il consumo eccessivo.
Nell’ultimo giorno del 2024, Greenpeace International ripropone sul suo profilo X una vignetta che fa riflettere sull’importanza di preservare la natura e sul consumo eccessivo di risorse operato dall’uomo per acquistare beni, non sempre necessari.
Le foreste sono tra le vittime principali del consumismo. Per la creazione di mobili e oggetti, ma soprattutto per produrre imballaggi, i preziosi ecosistemi sono sempre più a rischio. Secondo l’associazione ambientalista, dalla deforestazione non si salvano neanche le ultime foreste secolari d’Europa.
Un’immagine dal forte impatto, che mantiene la gravità del problema anche se proposta sotto forma di fumetto, quella pubblicata da Greenpeace.
Isn’t it completely ABSURD to destroy precious ecosystems, such as some of Europe’s last ancient forests, to produce packaging?
Let’s reject overconsumption and demand that the e-commerce giants clean up their supply chains and stop destroying forests.
: Max Gustafson pic.twitter.com/3K0ZD8asCu
— Greenpeace International (@Greenpeace) December 31, 2024
Nella vignetta dell’artista Max Gustafson, si vede una distesa di alberi rasi al suolo per formare la pila di tronchi sullo sfondo. Una famiglia di uccelli, mamma e figlio, sono rimasti senza nido. Il piccolo, guardando una scatola di Amazon, esclama: “Guarda mamma, i resti della nostra vecchia casa”.
Proprio l’e-commerce, rappresentato dal colosso Amazon nell’illustrazione, è responsabile dell’enorme consumo di imballaggi in carta e cartone, necessari per le consegne dei pacchi.
“Non è del tutto ASSURDO distruggere preziosi ecosistemi, come alcune delle ultime foreste secolari d’Europa, per produrre imballaggi? Rifiutiamo il consumo eccessivo e chiediamo ai giganti dell’e-commerce di ripulire le loro catene di approvvigionamento e di smettere di distruggere le foreste”, è l’appello che Greenpeace International lancia nel post su X.
Isn’t it completely ABSURD to destroy precious ecosystems, such as some of Europe’s last ancient forests, to produce packaging?
Let’s reject overconsumption and demand that the e-commerce giants clean up their supply chains and stop destroying forests.
: Max Gustafson pic.twitter.com/3K0ZD8asCu
— Greenpeace International (@Greenpeace) December 31, 2024
Ma non sono solo le buste dell’e-commerce a contribuire alla deforestazione, che colpisce soprattutto il Sudamerica. Anche la fast fashion gioca un ruolo cruciale nella distruzione degli alberi.
Lo scorso aprile, l’Ong Earthsight ha denunciato i giganti della cosiddetta moda veloce H&M e Zara, con il rapporto “Fashion Crimes”, secondo cui i due marchi europei sarebbero “vincolati” ad attività illegali di deforestazione su larga scala in Brasile. L’alimentazione è un’altro aspetto che contribuisce al disboscamento. Foreste ed aree incontaminate cedono il terreno all’agricoltura, per coltivare mangimi destinati al consumo animale.
Quella posta da Greenpeace sembrerebbe una domanda retorica, eppure tutto ciò che contribuisce a ditruggere le foreste continua a prosperare.


