Nuova stretta per i social media in Australia, dove sono stati proposti i nuovi codici richiesti alle aziende per tutelare i bambini
In Australia aziende di social media avranno sei mesi di tempo per implementare una serie di nuove misure che mirano a limitare l’accesso online dei bambini a contenuti per adulti, altrimenti incorreranno in multe fino a 50 milioni di dollari. È quanto stabilito dai nuovi codici proposti e sottoposti al commissario per la sicurezza elettronica.
Le nuove misure presentate
La bozza di queste nuove misure, che sono state sottoposte all’approvazione del Commissario per la sicurezza elettronica, richiederebbe alle piattaforme di social media, che consentono la pornografia, di impedirne l’accesso ai minori e di implementare misure a garanzia dell’età degli utenti. Invece le piattaforme di social media che limitano la pornografia, sarebbero tenuti a rilevare e a rimuovere questi contenuti per adulti, tra cui anche contenuti che raffigurano autolesionismo o violenza.
Codici diversi per strumenti diversi
I codici proposti dall’Australia si applicano ai vari strumenti attraverso cui gli utenti navigano su Internet: ci sono, ad esempio, dei codici appositi per le piattaforme di social media, altri per i servizi di gioco, i siti web, i motori di ricerca, i provider di servizi Internet e i produttori di apparecchiature. In particolare le aziende che producono e vendono apparecchiature e sistemi operativi che consentono l’accesso ai servizi online, tra cui telefoni, tablet e computer, sarebbero tenute a consentire agli utenti di creare profili e account appositamente per bambini e ad applicarvi restrizioni di sicurezza predefinite.
Le accortezze dei motori di ricerca
I motori di ricerca dovrebbero invece applicare degli strumenti di sicurezza predefiniti, come le funzioni di “ricerca sicura”, a qualsiasi titolare di account che venga rilevato, dai sistemi di controllo dell’età come un possibile bambino.
La deadline dei nuovi codici
Le bozze dei codici sono state pubblicate in ottobre, ma le proposte definitive sono state posticipate di due mesi per consentire al settore di affrontare il problema della sovrapposizione con l’annuncio fatto lo scorso anno dal governo federale di un divieto sui social media per i minori di 16 anni. I codici sono stati sviluppati da alcuni gruppi industriali, ma dovranno essere valutati e registrati dall’eSafety Commissioner prima di poter entrare in vigore. Se i codici venissero accettati dalla commissaria per la sicurezza elettronica Julie Inman Grant, le aziende avrebbero sei mesi di tempo per implementare le misure richieste prima che si potessero adottare misure punitive, come sanzioni fino a 50 milioni di dollari.
La legge australiana sui social media
L’Australia è stato il primo paese ad approvare una legge che limita l’accesso ai social media ai minori di 16 anni. La legge è stata approvata per volere del primo ministro Anthony Albanese ed è stata adottata per rispondere a “un legame tra l’ascesa dei social media e il danno alla salute mentale dei giovani australiani“.
Alcuni dubbi sollevati
L’approvazione della legge ha però sollevato alcuni dubbi tra accademici, politici e gruppi di difesa che hanno avvertito che il divieto, come previsto dal governo, potrebbe ritorcersi contro, spingendo gli adolescenti verso il dark web o facendoli sentire più isolati. Ci sono poi alcuni dubbi su come funzionerà in pratica il divieto. Molti temono che il processo sia stato troppo affrettato e che, se agli utenti viene chiesto di dimostrare la propria età, ciò potrebbe portare alla consegna di preziosi dati personali alle aziende di social media.
Il commento di Elon Musk
Sulla vicenda era intervenuto anche Elon Musk, proprietari del social X, che aveva ripubblicato un tweet di Albanese che annunciava che il disegno di legge, commentando: “Sembra un modo subdolo per controllare l’accesso a Internet da parte di tutti gli australiani”.


