Plastica monouso. Greco: "L'Italia sbaglia a non applicare il divieto totale"

Plastica monouso. Greco: “L’Italia sbaglia a non applicare il divieto totale”

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139mila frammenti di plastica per km quadro galleggiano sul mare ma nel fondo del mare si calcolano 80 milioni di frammenti a metro quadro che entrano nella catena alimentare umana venendo mangiati dagli organismi marini.

Della pericolosità delle microplastiche per la salute umana si è parlano nel simposio organizzato da The Custodians a Roma. Un’iniziativa utile al contenimento della produzione di nuova plastica è il divieto europeo per la plastica usa e getta che però in Italia è stato aggirato con la possibilità di utilizzare oggetti compostabili e riciclabili. Nel 2024 l’Unione ha avviato una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia per il mancato rispetto della direttiva 2019/904 sulla plastica monouso, la Direttiva SUP.

Il Professore Silvio Greco, biologo marino, spiega perché la posizione italiana sulla plastica monouso è stata un grande errore: “L’Unione europea aveva fatto un grande lavoro sul tema dell’usa e getta, però l’Italia si è ribellata alla cosiddetta direttiva SUP. Quello a mio avviso è un grande autogol, che ha favorito soltanto i produttori delle plastiche usa e getta, ma che va in danno ai cittadini, perché torno a dire, la maggior parte di plastica che noi troviamo in mare, e ne troviamo tra gli 8
e 12 milioni di tonnellate, tra l’altro si parla ormai di 139 mila frammenti di plastica per metro quadro galleggiante, che però la plastica galleggiante è solo tra il 3 e il 5% del totale, quindi sotto, sul fondo del mare, ci sono 80 milioni a metro quadro, sono ormai non sul fondo del mare, ma sono negli organismi. E poi questi organismi vanno tutti dentro il nostro corpo, perché il tema è questo, che dato che noi la plastica la mangiamo, la beviamo e la respiriamo. Quindi era meglio forse fare in modo che si applicasse la SUP e che quindi non si utilizzasse più l’usa e getta.”

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