truffe bonus edilizi

Bonus edilizi, nuove truffe scoperte in Italia

Tabella dei Contenuti

Palermo, Reggio Calabria, Pisa: le province in cui, solo negli ultimi giorni, sono state scoperte diverse frodi relative ai vari bonus di efficientamento energetico degli edifici. Ingente il valore dei diversi sequestri preventivi disposti dai giudici per le indagini preliminari dei vari Tribunali territoralmente competenti. 

Proseguono i controlli contro le possibili truffe relative ai vari bonus edilizi e, inevitabilmente, continuano ad emergere anche gli illeciti. Nel giro di pochissimi giorni, sono tante le frodi scoperte dalla Guardia di Finanza su tutto il territorio nazionale italiano. Lo schema di base è sempre lo stesso: lavori eseguiti solo in parte o mai realizzati, crediti fiscali fittizi e monetizzazione illecita, spesso con mezzi altrettanto illeciti.

A Palermo, ad esempio, nel mirino degli inquirenti sono finiti in 107 tra persone fisiche e imprese, con un sequestro preventivo di ben 19 milioni di euro. Tutto era partito da un focus sull’attività di 19 diverse società, che avrebbero realizzato falsi lavori di ristrutturazione per un giro d’affari di oltre 26 milioni. I falsi crediti fiscali venivano monetizzati nel momento in cui venivano ceduti a intermediari finanziari, con diversi imprenditori che distraevano parte di quelle somme in vari modi: bonifici su conti correnti personali, prelievo di contanti, sottoscrizione di buoni fruttiferi postali, ma anche acquisto di beni mobili e immobili, oro e criptovalute. In tutto, gli indagati sono 90, accusati a vario titolo di emissione di fatture per operazioni inesistenti, truffa aggravata, dichiarazione fraudolenta, dichiarazione infedele, omessa dichirazione, riciclaggio, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. Nell’ambito della stessa indagine, erano stati già sequestrati circa otto milioni di euro: il nuovo sequestro è stato disposto dal gip del Tribunale per impedire nuovi reati ai danni delle casse dello Stato. Tra i beni sequestrati, denaro in contanti, conti correnti, decine di immobili, autoveicoli, imbarcazioni e quote societarie.

Il gip del Tribunale di Palmi, in provincia di Reggio Calabria, ha invece disposto gli arresti domiciliari per un imprenditore di Taurianova, accusato di truffa aggravata, sostituzione di persone, fabbricazione e possesso di documenti falsi. Secondo la Procura, l’uomo avrebbe escogitato un complesso sistema di truffe con diversi bonus edilizi: il Bonus facciate, il Superbonus e il Bonus ristrutturazioni. Anche in questo caso, i lavori non venivano mai portati a termine e in alcuni casi nemmeno avviati, ma l’impresa edilizia era riuscito comunque ad ottenere falsi crediti di imposta per oltre un milione e 600 mila euro, monetizzandone almeno 440 mila che erano poi stati girati su conti intestati all’uomo arrestato, alcuni dei quali esteri. E come se non bastasse, per evitare di essere individuato in sede di indagini, l’uomo si era avvalso di una falsa identità, anche fiscale. Per questo, è scattato il sequestro preventivo di vari beni per un importo pari alla somma dei crediti ancora presenti nel cassetto fiscale e dell’importo scaturito dalla monetizzazione degli altri.

A Pisa, invece, una truffa scoperta dalla Guardia di Finanza ha riguardato esclusivamente il Bonus facciate. Una società attiva nel settore degli autoveicoli, ‘fiutando’ l’opportunità del bonus di efficientamento energetico, si era riconvertita in impresa edile e, grazie allo sconto in fattura, aveva firmato, spesso con committenti ignari o addirittura inesistenti, contratti per dei lavori mai realizzati. La stessa società, come ricostruito dagli inquirenti, aveva commesso anche una maxi frode fiscale relativa all’IVA, pari a oltre dieci milioni di euro, grazie all’emissione di fatture per operazioni inesistenti. Per questo motivo, per la società è scattata la cessazione della partita IVA, il titolare è stato denunciato per indebita percezione di erogazioni pubbliche ed è stato disposto il sequestro preventivo di diversi beni per un importo pari a un milione e 700 mila euro.

Pubblicità
Articoli Correlati