Dietrofront dazi, Trump concede 90 giorni di sospensione a tutti tranne che alla Cina

Dietrofront dazi, Trump concede 90 giorni di sospensione a tutti tranne che alla Cina

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90 giorni di sospensione dei dazi Usa per tutti i Paesi, tranne che per la Cina ai cui prodotti si applicano ancora tariffe del 125%.

Donald Trump è tornato sui suoi passi e ha così dato il via alla ripresa delle borse europee e asiatiche dopo il tonfo dei giorni scorsi. A convincerlo sono stati sia i 14.500 miliardi di valore azionario perduti dalle borse di tutto il mondo nei cinque giorni di annuncio delle tariffe, sia la minaccia cinese di vendere il debito statunitense nelle mani di Pechino. La banca centrale cinese sta acquistando meno debito statunitense rispetto al normale e la Cina appare determinata a non cedere al ricatto di Trump; nei confronti dei prodotti Usa importati rimangono le tariffe all’85%.

La Commissione europea, che aveva annunciato di essere pronta ad utilizzare il bazooka, un pacchetto di contromisure che include tariffe maggiorate per l’import statunitense, adesso conferma l’impegno a “condurre negoziati costruttivi”. “L’Unione Europea rimane impegnata in negoziati… con l’obiettivo di raggiungere un commercio senza attriti e reciprocamente vantaggioso. Allo stesso tempo, l’Europa continua a concentrarsi sulla diversificazione dei suoi partenariati commerciali, collaborando con paesi che rappresentano l’87% del commercio globale e condividono il nostro impegno per uno scambio libero e aperto di beni, servizi e idee“, ha affermato Ursula von der Leyen.

Intanto in Italia Coldiretti saluta con favore la decisione statunitense ed esorta i governi a trovare un accordo che protegga la qualità del made in Italy e gli interessi reciproci dei Paesi coinvolti, Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti ha dichiarato inuma messaggio video: “Bene la notizia che arriva dagli Stati Uniti con la sospensione per 90 giorni della attuazione dei dazi che Trump aveva individuato per colpire l’economia europea. Si passa dal 20% al 10% ma non è ancora sufficiente. La diplomazia europea deve continuare per togliere anche l’ultimo 10% e favorire in termini di interlocuzioni la possibilità che l’economia statunitense e l’economia europea possano viaggiare nella valorizzazione dei propri settori produttivi nell’interesse dei propri cittadini.”

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