Diversi i motivi dietro rincari così eccezionali, ma il principale è come sempre la crisi climatica.
Un dolce tradizionale, semplice ma gustoso, e per questo amato dai bambini e non solo. Le uova di Pasqua, a base di cioccolato, sono, forse anche più delle colombe, il simbolo della festività religiosa che celebra la resurrezione di Cristo. Un bene sempre consumato in grandi quantità soprattutto in Italia, che però sta facendo registrare ogni anno dei rincari assolutamente da record, indipendentemente dalla fabbricazione commerciale o artigianale. C’è un primo dato che fa rabbridivire: il prezzo delle uova di Pasqua, nel 2025, è aumentato del 33% rispetto ad appena quattro anni prima, nel 2021. Un dato che emerge da un apposito indice dell’Istat.
I dati diventano ancora più inquietanti se si considera che i rincari delle uova di Pasqua viaggiano quasi al doppio dell’inflazione generale (+18%). Chiaramente, molto dipende dai prezzi delle materie prime basilari con cui vengono realizzate le uova di Pasqua: latte, burro, uova, zucchero e soprattutto il cioccolato, che risente notevolmente dell’incrementeo del costo del cacao. Le cause risiedono, e ci siamo quasi stancati di dirlo, nella crisi climatica, ma non solo. Il clima impazzito, con la conseguenza di eventi meteo sempre più estremi e frequenti, ha infatti decimato i raccolti in Sud America e soprattutto nell’Africa occidentale. Il resto, neanche a dirlo, lo hanno fatto le varie speculazioni. La crisi del clima, tra l’altro, influisce anche su altre materie prime, come lo zucchero, il latte e il burro. Il prezzo delle uova, poi, è schizzato in alcuni Paesi, come gli Stati Uniti, a causa delle conseguenze degli abbattimenti dovuti alla diffusione dell’influenza aviaria.
Ci sono poi altri materiali che concorrono all’impennata clamorosa del prezzo delle uova di Pasqua. Tutte materie prime non alimentari che però fanno parte del packaging e impattano sul prezzo finale, come ad esempio l’alluminio o la pasta di legno. C’è un indicatore, l’Easter Commodity Index, che combina le cinque materie prime che maggiormente influiscono sul costo finale delle uova di Pasqua: cacao, zucchero, latte, alluminio e pasta di legno. Come riporta l’Adnkronos, il massimo aumento su base annuale si è registrato nel 2022: +52% l’aumento medio del prezzo finale rispetto all’anno precedente, una media su cui hanno impattato in modo clamoroso soprattutto il cacao (+131% in quell’anno), l’alluminio (+92%) e lo zucchero (+78%). Più contenuto, invece, l’aumento dei prezzi nel 2022 di latte e pasta di legno.
Tre anni dopo quell’annus horribilis sotto vari punti di vista (le vergognose speculazioni sui prodotti energetici conseguenti alla guerra in Ucraina si erano riflettute in un aumento generale dei prezzi), la situazione è migliorata ma comunque i rincari rispetto al 2021 restano fin troppo evidenti. Rispetto a quattro anni fa, infatti, solo il prezzo della pasta di legno è tornato sui livelli pre-crisi, mentre le altre principali materie prime sono tutte più costose: il cacao è al +18%, lo zucchero a +15%, l’alluminio a +14%. Da qui, si arriva ai prezzi finali che indicano chiaramente un nuovo tipo di inflazione, e non serve essere economisti o analisti finanziari per accorgersene. Basta fare un giro tra gli scaffali di un qualsiasi supermercato.


