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Covid, gli Usa insistono: “Virus uscito dal laboratorio di Wuhan”

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La posizione ufficiale della Casa Bianca, con tanto di attacco diretto ad Anthony Fauci. I dubbi tra le due possibili origini destinati a rimanere tali per sempre.

Con il ritorno di Donald Trump alla guida degli Stati Uniti, la Casa Bianca torna ad attaccare la Cina, accusando Pechino di essere responsabile della pandemia di Covid-19. E non per le evidenti negligenze nell’avvertire pubblicamente e in modo tempestivo dell’accertamento dei primi focolai a Wuhan, ma per la presunta fuoriuscita del virus SARS-CoV-2 dal laboratorio. Una teoria molto diffusa in tutto il mondo che ha dei palesi risvolti politici, a livello interno e internazionale.

Sul sito web, gestito dalla Casa Bianca, Covid.gov, durante l’amministrazione Biden venivano pubblicate informazioni su tamponi, test sierologici e vaccini. Con il ritorno di Trump alla guida degli USA, quel sito è stato radicalmente stravolto: ora, infatti, compare una enorme immagine del presidente-tycoon e pesanti critiche alla gestione della pandemia da parte di Joe Biden. Lo stesso sito attacca anche Anthony Fauci, l’immunologo di chiare origini italiane che è stato per oltre 30 anni consulente ufficiale della Casa Bianca e nominato dallo stesso Trump componente della task force anti-Covid. In poco tempo, però, a cominciare da quando Fauci si espose a favore della teoria dell’origine naturale del virus, erano iniziati i primi attriti tra l’immunologo e il presidente. Tra l’altro, uno degli slogan più usati dai sostenitori di Trump durante la pandemia era “Licenziate Fauci!“.

Nel sito gestito dalla Casa Bianca, emergono vari punti a sostegno della teoria della fuga dal laboratorio di Wuhan, utilizzato per la ricerca sulla SARS e su altri virus emergenti: “Quel laboratorio era gestito con livelli di biosicurezza inadeguati. Secondo quasi tutti i parametri scientifici, se ci fossero state prove di un’origine naturale, sarebbero già emerse. Ma non è successo“. Ad ogni modo, se un tempo la teoria della fuoriuscita del virus dal laboratorio di Wuhan un tempo era considerata marginale e frutto di complottismi, con il ritorno di Trump alla guida del Paese ha riacquisito forte popolarità negli Stati Uniti. Anche l’Fbi, la Cia e il Dipartimento dell’Energia, recentemente, si sono espresse a sostegno di quella tesi. In particolare, la Cia aveva sostenuto che “è più probabile che il virus sia uscito da un laboratorio cinese piuttosto che trasmesso da animali all’uomo“.

La posizione ufficiale della Casa Bianca ha già suscitato una pronta reazione della Cina, che ha definito quella teoria “estremamente improbabile“. Un ulteriore elemento di tensione geopolitica in un momento in cui, anche alla luce della situazione dazi e non solo, la situazione è particolarmente delicata. Sul caso, intanto, si è espresso anche Massimo Ciccozzi, che ne ha parlato all’Adnkronos. “Non mi stupisce che la Casa Bianca abbia rilanciato quella tesi né che Fauci sia nel mirino dell’amministrazione Trump. È un atto politico, non c’è nulla di scientifico: sappiamo che i pipistrelli erano il ‘serbatoio’ del virus, ma come sia arrivato all’uomo non lo sapremo mai. Dalla Cina non arriveranno mai dati e informazioni, siamo nel campo delle ipotesi che sono fondamentalmente due” – ha spiegato l’epidemiologo – “La prima è evoluzionistica e con base scientifica, c’è stato uno spillover grazie ad una mutazione spontanea. La seconda può avere anche un fondamento scientifico, in pratica parla di un incidente nel laboratorio in cui alcuni ricercatori avrebbero lavorato ad una manipolazione genetica del virus per trovare una cura nel caso fosse trasmesso all’uomo. Ogni teoria ha il 50% di probabilità, ma non sapremo mai come siano andate effettivamente le cose“.

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