L’annuncio di Sogin: per smantellare le componenti contaminate dell’impianto saranno utilizzate tecnologie ultrasofisticate, come robot di taglio appositamente progettati, che i tecnici guideranno da remoto.
Tecnologie ultrasofisticate per smantellare in sicurezza il vecchio sistema Radwaste, utilizzato per gestire gli effluenti liquidi radioattivi durante l’esercizio, all’interno della centrale nucleare del Garigliano, nel Comune di Sessa Aurunca (Caserta). Ad annunciare l’avvio dei lavori di smaltimento è Sogin, che in una nota ha spiegato che il sistema è localizzato in un edificio di due piani e quattro locali, denominato RW e composto da tubazioni di adduzione e scarico, tre serbatoi (già bonificati nel 2023 dai fanghi contenuti al loro interno) e strumentazione di supporto.
I lavori appena avviati sono complessi e delicati a causa della contaminazione dei componenti dell’edificio RW. Ed è per questo che Sogin e la sua controllata Nucleco, prima di iniziare i lavori, hanno adeguato i vari impianti dei locali (elettrico, di ventilazione e di monitoraggio radiologico) per garantire la sicurezza in ogni fase dell’attività. Un’attività che sarà svolta, per le parti più complesse, attraverso l’utilizzo di robot di taglio, appositamente progettati e realizzati, che i tecnici guideranno da remoto.
I lavori dovrebbero concludersi entro la fine del 2025. Nella nota, Sogin spiega che “saranno demolite complessivamente circa 50 tonnellate di materiale metallico. Al termine dei trattamenti di fusione e decontaminazione si stima che rimarranno solo 15 tonnellate di rifiuti radioattivi, in linea con la strategia aziendale di minimizzazione di tali rifiuti, che verranno stoccati nei depositi temporanei del sito in vista del loro successivo conferimento al Deposito nazionale, una volta disponibile“.
Lo smantellamento dei diversi impianti che compongono l’ex centrale nucleare del Garigliano prosegue quindi in continuità con varie attività già svolte in passato. Essenziali, per l’avvio dei lavori iniziati negli scorsi giorni, sono state la realizzazione e la messa in esercizio, nel 2022, del nuovo sistema di trattamento degli effluenti liquidi radioattivi.


