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Rifiuti urbani, il caso della nuova definizione

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Il Decreto Legislativo 116/2020, che ha riformato la gestione dei rifiuti, ha portato a qualche confusione sulla base di alcune interpretazioni delle varie norme. Un problema soprattutto per le imprese del settore, a cui Francesco Sicilia, direttore generale di UNIRIMA, ha provato a dare preziose indicazioni attraverso una piccola guida tecnica. 

Il Decreto Legislativo 116 del 2020, che ha riformato la gestione dei rifiuti, ha portato diverse novità, compresa una modifica del Testo Unico Ambientale. Lo stesso Decreto Legislativo, però, ha introdotto una nuova definizione di rifiuti urbani, ha modificato quella di rifiuti speciali e apportato modifiche che impattano sia sull’operato delle imprese che sulla normativa della Tari. Tutte queste novità non sono affatto trascurabili, avendo reso la questione molto più complessa non solo sul piano strettamente operativo, ma anche e soprattutto dal punto di vista giuridico e burocratico.

Una complessità che prova ad essere risolta dal libro ‘La nuova definizione di rifiuti urbani e i problemi applicativi’, una guida tecnica e giuridica scritta da Francesco Sicilia, direttore generale di UNIRIMA (Unione Nazionale Imprese Raccolta, Recupero, Riciclo e Commercio dei Maceri e altri Materiali), e presentata in Senato.

Con il Decreto Legislativo 116/2020 abbiamo introdotto, nel Testo Unico Ambientale, le modifiche apportate dalla Direttiva Rifiuti. Ovviamente, una delle modifiche più importanti riguarda la definizione dei rifiuti urbani: a nostro avviso il testo è chiaro, ma come sempre le norme hanno diverse interpretazioni e ci sono volute alcune circolari del Ministero dell’Ambiente, in particolare quelle di aprile e di maggio 2021, per chiarire bene alcuni aspetti che oggi abbiamo citato nel corso della presentazione del libro” – ha spiegato Francesco Sicilia – “C’è però il nodo della Tari: nel nostro Paese abbiamo il Testo Unico Ambientale che norma la tariffa rifiuti ma c’è anche la legge sulla Tari. Questa differenza tra le due normative ha, purtroppo, negli anni, portato a contenziosi tra Enti locali e imprese. In particolare, sulla detassazione intesa come avvio al recupero o avvio al riciclo, sulle superfici da tassare, sulle quantità di rifiuti da tassare“.

Negli anni, a seguito di contenziosi, ci sono state sentenze del TAR che hanno portato a interpretazioni che hanno un po’ chiarito la norma. Noi l’abbiamo sempre intesa dal lato dell’interpretazione del Testo Unico Ambientale” – ha aggiunto il direttore generale di UNIRIMA e autore della pubblicazione – “Il libro è ovviamente uno strumento, per le imprese e per i produttori di rifiuti, per cercare di districarsi un po’ fra queste tematiche, anche perché cita diverse sentenze. Ora però auspichiamo, come chiediamo da tempo, che ci sia un raccordo tra la normativa della Tari e il Testo Unico Ambientale, improntato al rispetto di ciò che dice la Direttiva europea, in modo da superare i contenziosi“.

Questa guida è importante perché dà delle definizioni giuridiche che a chi si è occupato del mestiere e della normativa sono note, ma c’è tutta una platea di persone che subiscono questa normativa e forse devono sapere. In realtà, la normativa sui rifiuti urbani è molto definita e dettagliata e c’è stata anche una circolare esplicativa che ha ulteriormente rafforzato tale interpretazione” – il punto di Silvia Fregolent, senatrice di Italia Viva e membro dell’VIII Commissione Ambiente, che ha organizzato la presentazione in Senato – “Essendo i rifiuti urbani di interesse e di competenza dei Comuni, da cui si ricavano le Tari e le risorse per i loro bilanci, tendenzialmente c’è un tentativo di espandere questa definizione per far sì che chi si occupa di rifiuti urbani si occupi anche di settori che non riguardano i rifiuti urbani“.

Abbiamo fatto diverse battaglie per fare emendamenti esplicativi che il Ministero dell’Ambiente ha sempre approvato ma che poi la Ragioneria dello Stato ha bocciato perché avrebbero determinato maggiori oneri per i Comuni. Questo a dimostrazione che, seppur la normativa sia ben specifica, il tentativo dei Comuni di appropriarsi di qualcosa che non gli spetta è legittimo ma forte” – ha aggiunto la senatrice Fregolent – “Noi andremo avanti con la nostra battaglia e pubblicazioni come questa, che chiariscono dal punto di vista normativo che cos’è il rifiuto, danno ancora più forza a chi si occupa di questa materia per essere determinati nel raggiungimento degli obiettivi“.

Certamente il mondo dei rifiuti è complesso, per fortuna ci sono validissimi giuristi di cui ci avvaliamo, abbiamo le assistenze tecniche ma anche la grande operatività di ISPRA e delle agenzie del Sistema Nazionale di Protezione Ambientale, che contano più di 10 mila addetti in Italia, che in maniera tecnica approcciano alle problematiche che di volta in volta ci vengono proposte” – ha spiegato Luca Proietti, direttore generale della Direzione Generale Economia Circolare e Bonifiche del MASE – “È chiaro che, rispetto all’esigenza emergente normativa, la capacità di rispondere in tempo reale è minore. La difficoltà che ha un Ministero è che per fare le norme si impiega un certo periodo di tempo, rispetto invece a esigenze di mercato che sorgono ed emergono in maniera rapida e a volte travolgente. Comunque stiamo mettendo in campo tutte le risorse possibili, sempre insieme ad ISPRA“.

Il libro che UNIRIMA ha presentato oggi è una sintesi, un piccolo ‘bignami’ a disposizione degli operatori e soprattutto dello staff dei direttori generali o degli amministratori delegati” – ha concluso il dottor Proietti – “È un libro prezioso perché dà indicazioni di carattere giuridico e amministrativo che richiedono per forza una competenza di carattere tecnico e giuridico“.

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