Isole Faroe, Sea Sheperd denuncia la caccia alle balene Non è tradizione. Non restate in silenzio

Isole Faroe, Sea Shepherd denuncia la caccia alle balene: “Non è tradizione. Non restate in silenzio”

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Alle Isole Faroe, in Danimarca, si è aperta la stagione della “Grindadráp”, la caccia alle balene, tra lo sgomento degli animalisti. Sea Shepherd: “Questa non è tradizione. È una crisi. Per favore non restate in silenzio”.

La barbara tradizione della caccia alle balene continua ad insanguinare il mare delle Isole Faroe, l’arcipelago a governo autonomo che fa parte del Regno di Danimarca.

Una mattanza che si ripete ogni anno, nonostante le proteste di ambientalisti e animalisti, anche in altri Paesi come l’Islanda e la Groenlandia.

A riportare la carneficina avvenuta il 12 giugno sulla spiaggia di Leynar è stata Sea Shepherd, un’organizzazione internazionale per la conservazione marina. Secondo la Onlus, il bilancio delle vittime della “Grindadráp” (la caccia ai globicefali) ha raggiunto quota 246, superando di molto la stima iniziale di 100 esemplari dichiarata dai balenieri.

Un massacro che ha coinvolto almeno 30 femmine gravide i cui cuccioli – non ancora nati – sono morti soffocati. Alcune delle balene, invece, sono state colpite con le eliche delle imbarcazioni durante la caccia.

L’associazione ambientalista ha documentato la mattanza – che sarebbe durata oltre 30 minuti anziché 15 come affermato dalle dichiarazioni pubbliche – e ha lanciato un appello ai cittadini dell’arcipelago vulcanico, affinché si oppongano a una pratica di cui ormai si può fare a meno.

Inoltre, la maggior parte delle balena pilota più giovani – come i neonati – non vengono considerati commestibili, quindi non vengono incluse nel conteggio ufficiale delle uccisioni, nonostante vengano uccise e scartate durante il processo.

Questa documentazione servirà da prova decisiva quando parleremo con i responsabili politici, sia internazionali che nazionali. Ma forse ancora più importante, è destinata al buon popolo delle Isole Faroe che si oppone alla Grind in silenzio, perché è più facile non agitare le acque. Quale orgogliosa pratica di caccia permette che madri e cuccioli vengano massacrati in gran numero? Chi ne aveva bisogno? Per favore, non restate in silenzio. Dite di no. L’oceano e le balene hanno bisogno che alziate la vostra voce“, ha dichiarato Valentina Crast, responsabile della campagna di Sea Shepherd alle Isole Faroe.

L’associazione chiede inoltre una pressione internazionale e “che il governo delle Isole Faroe riconosca il crescente clamore, sia all’estero che in patria” suscitato da questa pratica, che “solleva ancora una volta serie preoccupazioni sulla crudeltà, la mancanza di trasparenza e il disprezzo ecologico della tradizione del Grindadráp”.

 

 

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Cos’è il Grindadráp, la caccia alle balene tipica delle Isole Faroe

Il Grindadráp è una pratica secolare che consiste nell’inseguire e radunare interi gruppi di delfini e balene pilota in acque poco profonde, dove vengono massacrati con coltelli e arpioni.

Gli animalisti, che si battono da anni per eliminare la caccia ai globicefali, definiscono la Grindadráp come un rito barbaro che non viene commesso per sopravvivenza o necessità, “un omicidio di massa giustificato da usanze tramandate, in uno dei paesi più ricchi del mondo”, come dichiarato dalla Captain Paul Watson Foundation – Italia.

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