Plasticocene, ecco la mostra del Bioparco di Roma sul pianeta Blu

Plasticocene, ecco la mostra del Bioparco di Roma sul pianeta Blu

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Fino all’8 dicembre 2025, al Bioparco di Roma, l’esposizione “Plasticocene” per sensibilizzare alla tutela del pianeta Blu. Venturi: “Ecco quanta plastica finisce in acqua dopo ogni scarico della lavatrice”.

Sensibilizzare adulti e bambini alla tutela di mari e oceani sempre più a rischio a causa dei cambiamenti climatici, dell’inquinamento e della perdita di habitat. Questo l’obiettivo dell’esposizione “Plasticocene” in scena nella Sala degli Elefanti, al Bioparco di Roma, nel Lazio, fino all’8 dicembre 2025. Sei le installazioni della rassegna ideata dall’artista e divulgatrice Elisabetta Milan, in collaborazione con il supporto scientifico del WWF Area Marina Protetta (AMP) di Miramare: dalla “Canoa lignea sul mare di plastica” a “La famiglia di meduse aliene”, dal “Nautilus” a “Non è solo acqua”, da “Mangiamo ciò che laviamo” a “Plasticocene”.

Credo che l’esposizione “Plasticocene” non sia solo bella, ma anche significativa per il messaggio. Non a caso, ognuno di noi, soprattutto in questo momento storico delicato, può mettere in pratica piccoli contributi a protezione degli ambienti acquatici e marini. Certo, simili gesti non bastano, ma consapevolezza e impegno dei singoli aiutano, e non poco, a fare cambiare gli approcci dei decisori politici”, dichiara a Teleambiente la Direttrice della Fondazione Bioparco di Roma, Lucia Venturi.

Una rassegna tra arte e scienza, dunque, per ricordarci, laddove ce ne fosse bisogno, l’importanza della salvaguardia del pianeta Blu sempre più bollente, sempre più sporco e sempre più sfruttato.

La protezione del mare e degli oceani parte dalla terra, cioè, da ogni singola persona. Visitare l’esposizione “Plasticocene”, a mio parere, è un ottimo insegnamento, soprattutto per bambini e ragazzi, perché, attraverso allestimenti molto scenografici, si possono avere informazioni utili, dalla quantità di plastica immessa nel pianeta Blu dopo ogni scarico della lavatrice, alla quantità di plastica utilizzata da una famiglia tipo durante una settimana, fino alla quantità di plastica prima buttata e poi tornata in tavola per essere mangiata”, conclude la Direttrice della Fondazione Bioparco di Roma, Lucia Venturi.

 

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Alla scoperta del Bioparco di Roma. Ecco il Magazine di Teleambiente

Contribuire alla conservazione delle specie animali. Questa è la prima mission della Fondazione Bioparco di Roma. Ospitiamo, e non collezioniamo, mammiferi, uccelli, anfibi e rettili nell’ambito di un sistema identificato sia dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) come Liste Rosse sia dall’European Endangered Species Program (EEP) dell’European Association of Zoos and Aquaria (EAZA). Due i momenti fondamentali per la tutela delle specie animali a rischio di estinzione a causa del cambiamento climatico, del bracconaggio e della perdita di habitat: prima la loro identificazione e poi la loro salvaguardia. Qui, in questo polmone verde all’interno di Villa Borghese, l’obiettivo è garantire la riproduzione di elefanti, giraffe, orsi, fenicotteri e pinguini, anche attraverso scambi con altre strutture, così da mantenere il loro DNA originale. Seconda mission è, invece, il benessere delle specie animali, attraverso uno sforzo continuo e costante per migliorare gli habitat naturali con arricchimenti ambientali. Terza mission è, infine, sia la ricerca scientifica sia la didattica, quindi la divulgazione, sugli esseri viventi ospitati per fare capire non solo l’importanza della tutela della biodiversità, ma anche l’importanza della nostra unica Casa Comune“, spiega nel Magazine di Teleambiente dedicato al Bioparco di Roma la Direttrice della Fondazione Bioparco di Roma, Lucia Venturi.

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