Il primo Rapporto dell’AUBAC sui dati climatici e le risorse idriche fotografa perfettamente quanto un territorio, vasto ed eterogeneo, come quello dell’Appennino centrale, sia fortemente in sofferenza per via dei diversi effetti della crisi climatica.
Un territorio vasto e variegato ma in estrema sofferenza per le conseguenze della crisi climatica, quello dell’Appennino centrale. Un dato di fatto sotto gli occhi di tutti, ma certificato scientificamente anche dal Rapporto dati climatici e risorse idriche dell’AUBAC – Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale, che lo ha presentato alla Camera dei deputati.
“Questo Rapporto contiene tutti i dati climatici e idrologici dell’anno 2024, è il primo che facciamo in questo senso e ogni anno ne faremo uno tenendo aggiornate le informazioni. I dati riguardano le temperature, le precipitazioni anche nevose, e tutti gli indicatori climatici relativi a giorni di caldo, giorni di gelo, notti tropicali e così via. Gli aspetti salienti riguardano il fatto che ormai il cambiamento del clima è un fatto, abbiamo avuto +2°C rispetto al periodo 1991-2020, un 15% in meno di precipitazioni e soprattutto un 83% in meno di precipitazioni nevose, quindi la neve è praticamente scomparsa dagli Appennini” – ha spiegato Marco Casini, segretario generale dell’AUBAC – “Questi aspetti climatici hanno ovviamente influito sulle risorse idriche, che hanno avuto un calo nel corso dell’anno, in particolare i laghi fino a 50 centimetri di altezza, i corsi d’acqua hanno attraversato momenti di scarsa portata fino ai limiti vitali“.
“Tutto questo ovviamente si è trasferito in una severità idrica per i cittadini, sia dal punto di vista dell’agricoltura che dal punto di vista idropotabile. Da maggio 2024 fino a fine anno abbiamo avuto severità media e anche alta in diversi punti del Distretto, con cittadini in assenza d’acqua, alle prese con turnazioni o con autobotti” – ha aggiunto il segretario generale dell’AUBAC – “Stiamo osservando e controllando il fenomeno con maggiore attenzione proprio per prevenire crisi di questo tipo. La conoscenza che abbiamo oggi ci consentirà di pianificare e programmare gli interventi più efficaci e rapidi per far fronte ad un clima che è sempre più severo, con temperature sempre più alte e precipitazioni sempre più scarse“.
Il rapporto dell’AUBAC, relativo all’anno 2024, fornisce dati preziosi a conferma degli effetti nefasti della crisi del clima e andrà ad inaugurare una serie di pubblicazioni annuali, grazie anche ad un sistema digitale avanzato per il monitoraggio continuo e in tempo reale dei parametri ambientali. Una raccolta dati preziosissima per i cittadini ma soprattutto per i decisori politici.
“Un Rapporto del genere è semplicemente fondamentale perché proprio da questa serie di dati, che provano a fotografare nel modo migliore possibile la situazione, con criticità e punti di forza, si parte per fare delle scelte di spesa pubblica. Una parte di questo non è solo rivolto al comportamento dei cittadini, o a maturare la consapevolezza che la risorsa non è più infinita, come fino a qualche tempo fa eravamo abituati a pensare” – ha confermato l’onorevole Mauro Rotelli, deputato di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Ambiente della Camera – “Ora c’è la necessità di fare spese e investimenti infrastrutturali, per i quali rapporti come questo sono oro. In un territorio così vasto e variegato, è importante fare delle scelte oculate senza disperdere risorse. Ci sono già degli strumenti a disposizione, a livello governativo e territoriale, bisogna a questo punto associare questo tipo di studi con quelli che sono gli strumenti legislativi“.


