Bioarchitettura e biomimetica a servizio del contrasto ai cambiamenti climatici, per città più sostenibili e una migliore qualità di vita nelle aree urbane e non solo. Intervista all’architetta e ricercatrice Rossella Siani.
Città sempre più roventi e piene di smog, scarsa efficienza energetica delle abitazioni e materiali che inquinano l’ambiente, peggiorando le condizioni di vita. Bioarchitettura e biomimetica intervengono per sviluppare soluzioni ecosostenibili, compatibili con la natura e con i cambiamenti causati dalla crisi climatica.
L’architetta e ricercatrice Rossella Siani ha raccontato le caratteristiche delle due discipline fondamentali per un’architettura sempre più in armonia con la natura e che si adatta alle sfide poste dai cambiamenti climatici.
“L’architettura è responsabile del 40% dell’impatto sul discorso ambientale e sul discorso climatico in generale. Si sta lavorando tanto sia al livello di ricerca, sia per la pratica. Tuttavia, dobbiamo comprendere che sia l’architettura che l’urbanistica sono discipline che richiedono tempo. Un edificio ha una vita di cento, duecento anni. Quindi possiamo immaginare che i cambiamenti possono essere lenti, ma ci sono. In questo ci aiuta la normativa che ci impone determinate cose, come per esempio l’efficientamento degli infissi. Poi, uno dei modelli che viene adottato da alcuni decenni è la bioarchitettura, che interviene su tanti aspetti, la forma dell’edificio, l’orientamento, i materiali e anche nella dismissione stessa dell’edificio“, ha spiegato a TeleAmbiente l’architetta Rossella Siani.
“In bioarchitettura si adottano anche sistemi attivi, come il fotovoltaico e il solare termico, e sistemi passivi, che riguardano l’organizzazione di spazi interni, la loro forma e la disposizione delle aperture, per creare ventilazioni naturali, un giusto apporto di soleggiamento all’esterno. In questa sistema complesso si riducono le emissioni, si ottimizza quello che è il sistema energetico dell’edifico, ma soprattutto si ha un comfort maggiore dell’edificio stesso, quindi la qualità di vita migliora. Nell’architettura bisogna attendere con pazienza i cambiamenti: si parte dall’edificio e man mano si arriva al discorso urbano. Ci vorrà tempo ma si sta lavorando sia in campo scientifico che in ambito normativo e professionale“, ha aggiunto Siani.


