Animali ed estate, i consigli del medico veterinario

Animali ed estate, i consigli del medico veterinario

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Ospite del Magazine di Teleambiente dedicato ad animali ed estate è il medico veterinario Luca Giansanti. 

Correre in spiaggia, ronfare sul divano e bere acqua per rinfrescarsi. Vacanza significa relax anche per gli animali. Eppure, secondo Ecoitaliasolidale, tra luglio e settembre ogni giorno almeno 600 cani e gatti, dopo essere stati abbandonati, finiscono sulle strade. Inevitabile il loro destino a causa delle auto in corsa, dell’incapacità di procacciarsi il cibo e delle temperature sempre più bollenti. A scendere in campo per contrastare questo fenomeno odioso è anche la Polizia di Stato, attraverso la Campagna “#SeNonTiPortoNonParto”. Nel Magazine di Teleambiente dedicato ad animali ed estate i consigli del medico veterinario Luca Giansanti per settimane serene assieme agli amici a quattro zampe.

 

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Animali ed estate, l’intervista a Luca Giansanti

L’estate è sempre più bollente a causa dei cambiamenti climatici. Le temperature superiori ai 40°C con altissimi tassi di umidità sono pericolose per gli animali?

Temperature simili mettono in difficoltà sia gli esemplari con difficoltà respiratorie o con problematiche cardiocircolatorie sia gli esemplari anziani con scarsa capacità di termoregolazione. Fondamentale, non a caso, la massima attenzione durante l’organizzazione delle loro uscite nel corso della giornata. Dobbiamo ricordarci che, anche se fuori ci sono 38°C/39°C, il suolo, dal marciapiede alla strada, può superare i 50°C con il serio rischio di ustionare i cuscinetti dei pet. Tra i consigli più basilari per una loro serena estate, la presenza di una ciotola con acqua fresca a disposizione sempre e comunque, l’utilizzo di una pomata per i raggi ultravioletti (UV) e l’accensione dei condizionatori. Sfatiamo un mito: i climatizzatori non fanno male, dunque, usiamoli”.

Quali alimenti possiamo dare a cani e gatti per affrontare le giornate più roventi?

Fido e Micio che mangiano cibo commerciale devono continuare a farlo per evitare problemi intestinali. I cuccioli che seguono una dieta casalinga, invece, dopo una chiamata al medico veterinario, possono vedere aumentata la frazione liquida dell’alimento. Normalissimo notare pet inappetenti, esattamente come gli esseri umani, a causa del caldo. Sbagliatissimo, e voglio sottolinearlo, aggiungere acqua ai croccantini, perché, gonfiandosi, portano gli animali a mangiarne meno, così da mettere a rischio il loro fabbisogno quotidiano di nutrienti”.

I cuccioli possono mangiare il gelato?

Certo, il gelato aiuta a rinfrescarli. A differenza dell’essere umano solito sudare, i pet, attraverso la lingua o la respirazione, tendono a disperdere calore. Evitare, però, coni, ghiaccioli e semifreddi commerciali pieni di zuccheri. Sforzarsi di farli a casa, inserendo anche un po’ di frutta per renderli più appetibili, è, dunque, la strategia migliore”.

Che cosa fare se i pet hanno un colpo di calore?

Necessario, in caso di colpo di calore, bagnare il cucciolo con acqua fredda. Su Google magari troviamo scritto che l’utilizzo di acqua gelata è controproducente, perché crea una repentina vasocostrizione. Nulla di più sbagliato. Dopo avere trovato il liquido più freddo a disposizione, immergiamo l’amico a quattro zampe. Già a distanza di qualche minuto, dobbiamo correre dal medico veterinario, dopo avere acceso l’aria condizionata in auto, perché il colpo di calore può comportare delle problematiche. In questo caso, il dottore, in caso di non ripresa del pet, può cercare di fare disperdere meccanicamente l’insolazione“.

Tosare il cane: sì o no?

Assolutamente no. I cani dal pelo bianco e lungo riescono a proteggersi meglio dai raggi ultravioletti (UV) rispetto ai cani dal pelo nero e corto. Tosare gli animali, a maggior ragione, significa non solo contribuire alla diminuzione della loro capacità di dispersione del calore, ma anche contribuire alla riduzione dei loro meccanismi termoregolatori. Tra l’altro, un errato taglio del pelo può provocare lesioni cutanee più o meno gravi“.

 

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