Animali ed estate, campagne e spot contro l'abbandono di cani e gatti

Animali ed estate, campagne e spot contro l’abbandono di cani e gatti

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Ambientalisti e Polizia di Stato insieme per contrastare l’abbandono degli animali durante l’estate. 

Ogni estate sempre la stessa storia. In occasione delle vacanze al mare, in montagna o in collina, tra luglio e settembre ogni giorno almeno 600 animali domestici, dopo essere stati abbandonati, finiscono sulle strade. Inevitabile il loro destino a causa delle auto in corsa, dell’incapacità di procacciarsi il cibo e delle temperature sempre più bollenti. Cani e gatti che, adottati o, peggio, acquistati a Natale, diventano un peso ingestibile a Ferragosto.

Un fenomeno odioso, l’ennesimo, denunciato da Ecoitaliasolidale in prima linea per sensibilizzare adulti e bambini al rispetto degli amici a quattro zampe, attraverso la Campagna “Non lo abbandoniamo, non facciamo le bestie”. Testimonial dell’iniziativa sostenuta, tra gli altri, da Ennio La Malfa considerato uno dei padri dell’ambientalismo d’Italia, è Giuliana Salce, medaglia d’oro ai Campionati del mondo di atletica leggera indoor di Parigi 1985.

A scendere in campo per contrastare l’abbandono degli animali – 80.000 gatti e 50.000 cani ogni anno lungo lo Stivale – è anche la Polizia di Stato, attraverso la Campagna “#SeNonTiPortoNonParto”. Nel corso dello spot, i due agenti della Polizia di Stato, assieme al cucciolo ribattezzato Teo, ricordano il ritiro della patente di guida, l’arresto fino a un anno e l’ammenda fino a 10.000 euro, in caso di persone beccate a disfarsi di un essere senziente tra le strade del Belpaese.

Animali ed estate, ecco la nuova legge contro i maltrattamenti sui cuccioli

Cani abbandonati in strada, gatti lanciati dai ponti e uccelli decapitati durante una diretta sui social. Ancora troppi gli orrori contro gli animali in Italia. Episodi tanto cruenti quanto inquietanti che non possono e non devono essere giustificati. Qualcosa potrebbe cambiare, però, a partire dal 1° luglio 2025, attraverso l’entrata in vigore della Legge numero 82 del 6 giugno 2025 per riformare Codice Penale e Codice di Procedura Penale in materia di reati contro gli animali.

Quindici gli articoli del Testo atteso da almeno 25 anni per inasprire le pene contro i maltrattamenti verso i nostri amici a quattro, a due o a più zampe. Esseri senzienti che, diventando soggetti di diritto, conquistano finalmente – è proprio il caso di dirlo – più tutele giuridiche, soprattutto in relazione all’articolo 9 della Costituzione Italiana a salvaguardia dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi anche nell’interesse delle future generazioni.

Tra i punti principali del provvedimento a prima firma della deputata di Noi Moderati, Michela Vittoria Brambilla, l’aumento delle sanzioni amministrative pecuniarie – da 5.000 euro a 15.000 euro nel minimo e da 15.000 euro a 30.000 euro nel massimo – per gli organizzatori di spettacoli caratterizzati da sevizie e strazio per i cuccioli. Coloro che violeranno il divieto di competizioni non autorizzate tra pet sconteranno, invece, fino a quattro anni di carcere. Fino a 24 mesi di reclusione e fino a 30.000 euro di multa, inoltre, per i partecipanti alle manifestazioni anacronistiche, barbare e crudeli con combattimenti tra cani.

Uomini e donne che uccideranno o danneggeranno animali altrui, oltre a rischiare tra uno e quattro anni di galera e fino a 60.000 euro di sanzione pecuniaria amministrativa, saranno perseguiti d’ufficio. Previste aggravanti in caso di fatti commessi davanti ai minori, nei confronti di più esseri senzienti o diffusi tramite strumenti informatici e telematici.

Buone notizie, infine, per i cani tenuti alla catena. Il divieto in vigore soltanto in alcune regioni italiane sarà esteso all’intero Stivale.

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