Le microplastiche non risparmiano neanche i laghi. A dirlo è lo studio realizzato da Arpa Piemonte ed ENEA insieme a Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta sul Lago d’Orta.
Dal Lago d’Orta, il più occidentale dei grandi laghi prealpini italiani, arriva un nuovo allarme sull’inquinamento da microplastiche. I dati sono emersi durante l’evento nazionale di Goletta dei Laghi, in cui è stato presentato lo studio realizzato da Arpa Piemonte ed ENEA insieme a Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta.
I campionamenti effettuati lungo la sponda piemontese del lago hanno rilevato la presenza di 17 differenti polimeri in una concentrazione che è in linea con la media di microplastiche trovate nei laghi italiani monitorati negli ultimi dieci anni effettuati da Legambiente in collaborazione con ENEA. Tra le microplastiche più rilevate c’è il polietilene, ampiamente utilizzato nei settori dell’imballaggio, dell’edilizia e della produzione di beni di consumo.
I dati raccolti finora hanno evidenziato la presenza ubiquitaria delle particelle in plastica in tutte le acque analizzate, sottolineando la necessità di avviare ulteriori monitoraggi e azioni di prevenzione per ridurre la presenza di microplastiche nelle acque.
“Nel corso del 2022 e del 2023 abbiamo fatto delle campagne di monitoraggio per determinare la presenza di microplastiche nel Lago d’Orta. Abbiamo visto che la tipologia predominante è il polietilene. Per quanto riguarda le abbondanze, sono fino a 1-1,5 microplastiche per metro cubo, valori paragonabili ad altri laghi italiani”, ha spiegato Jacopo Fogola di Arpa Piemonte.
Microplastiche nei laghi italiani, Zampetti: “Bisogna parlare di prevenzione”
“Per la ventesima edizione di Goletta dei Laghi, Legambiente torna sul Lago d’Orta per presentare gli ultimi dati sulle microplastiche nelle acque lacustri. Il monitoraggio è iniziato dieci anni fa, quando per primi lanciammo questo tema. Oggi sappiamo che l’inquinamento da microplastiche è ubiquitario in tutte le acque dei laghi e dei fiumi italiani”, ha commentato Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente.
In base alla fotografia scattata dal lavoro di Goletta dei Laghi, Legambiente ha sottolineato l’urgenza di definire e mettere in campo delle priorità d’azione condivise e su più livelli. Dieci le proposte presentate dall’associazione ambientalista e indirizzate a decisori politici, istituzioni e aziende. Tra le priorità principali c’è l’importanza di migliorare ed efficientare il sistema di raccolta, gestione e smaltimento dei rifiuti, di introdurre un monitoraggio obbligatorio e strutturale delle microplastiche, di colmare al più presto quei ritardi normativi accumulati in questi anni (devono ancora entrare in azione il decreto Salvamare e la direttiva SUP), ma occorre anche puntare su innovazione di prodotti e materiali, e sostenibilità ambientale.
“Ora bisogna parlare di prevenzione, lavorare sugli impianti di depurazione in modo che riescano a filtrare e fermare queste microplastiche prima che vadano nei fiumi e nei laghi, innovare i processi di produzione dei materiali per fa sì che non disperdano le microplastiche nell’ambiente. Prevenzione vuol dire anche lavorare molto sulla prevenzione dei rifiuti e sulla mancata dispersione nell’ambiente. L’unico modo per combattere l’inquinamento da microplastica nelle acque lacustri è fare in modo di fermarlo prima che si verifichi”, ha concluso Zampetti.


