Alla “Europa Experience – David Sassoli”, a Roma, la presentazione del “Rapporto Zoomafia LAV 2025”: “Ogni giorno 14 cittadini sotto inchiesta per reati contro gli animali”.
Caccia illegale agli uccelli, corse clandestine di cavalli, contrabbando di rettili, macellazione di maiali in condizioni igienico-sanitarie precarie e traffico occulto di cani. Questi i principali crimini contro gli animali in Italia. Fenomeni inaccettabili e odiosi analizzati alla “Europa Experience – David Sassoli”, a Piazza Venezia, a Roma, nel Lazio, in occasione della presentazione del “Rapporto Zoomafia LAV 2025”.
Dopo avere interpellato un campione di Procure della Repubblica presso i Tribunali ordinari e minorili lungo lo Stivale, gli ambientalisti hanno raccolto dati sia sui procedimenti penali a carico di persone note e ignote sia sul numero di persone indagate per reati a danno di animali. Stime che, seppur non esaustive, hanno fotografato una situazione drammatica contro mammiferi, uccelli, anfibi, rettili e pesci.
Non a caso, nel 2024, 13,85 i procedimenti penali (-5,60% rispetto al 2023) e 8,36 le persone indagate (+3,75% rispetto al 2023) ogni 100.000 abitanti. Tradotto: ogni giorno 22 fascicoli con 14 cittadini sotto inchiesta per reati contro gli esseri senzienti a quattro, a due o a più zampe, con le ali, le pinne o le squame. Tra i crimini più ricorrenti, l’uccisione di animali, il maltrattamento di animali e l’abbandono o la detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura. Secondo il “Rapporto Zoomafia LAV 2025”, le città con più fenomeni odiosi contro i cuccioli sono state Brescia, Catania, Bergamo, Trento, Roma e Milano.
“I crimini zoomafiosi, che rappresentano forme di maltrattamento organizzato, si consumano come eventi programmati e strutturati operati da associazioni per delinquere socialmente pericolose. Necessario, non a caso, dotarsi di strumenti normativi efficaci non solo da un punto di vista formale, ma anche da un punto di vista di applicabilità e di proporzionalità rispetto al danno provocato“, ha dichiarato il Responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della Lega Antivivisezione (LAV), Ciro Troiano.
Rapporto Zoomafia #LAV 2025: traffico di cuccioli, corse clandestine di cavalli, e tanti altri i reati contro gli animali analizzati nel documento. Aumenta il numero degli indagati, a riprova del fatto che i crimini sono commessi da più persone in concorso. Maggiori info
— LAV (@LAV_Italia) July 8, 2025
Oltre il “Rapporto Zoomafia LAV 2025”, ecco la nuova legge per punire i maltrattamenti sugli animali
Cani abbandonati in strada, gatti lanciati dai ponti e uccelli decapitati durante una diretta sui social. Ancora troppi gli orrori contro gli animali in Italia. Episodi tanto cruenti quanto inquietanti che non possono e non devono essere giustificati. Qualcosa potrebbe cambiare, però, a partire dal 1° luglio 2025, attraverso l’entrata in vigore della Legge numero 82 del 6 giugno 2025 per riformare Codice Penale e Codice di Procedura Penale in materia di reati contro gli animali.
Quindici gli articoli del Testo atteso da almeno 25 anni per inasprire le pene contro i maltrattamenti verso i nostri amici a quattro, a due o a più zampe. Esseri senzienti che, diventando soggetti di diritto, conquistano finalmente – è proprio il caso di dirlo – più tutele giuridiche, soprattutto in relazione all’articolo 9 della Costituzione Italiana a salvaguardia dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi anche nell’interesse delle future generazioni.
Tra i punti principali del provvedimento a prima firma della deputata di Noi Moderati, Michela Vittoria Brambilla, l’aumento delle sanzioni amministrative pecuniarie – da 5.000 euro a 15.000 euro nel minimo e da 15.000 euro a 30.000 euro nel massimo – per gli organizzatori di spettacoli caratterizzati da sevizie e strazio per i cuccioli. Coloro che violeranno il divieto di competizioni non autorizzate tra pet sconteranno, invece, fino a quattro anni di carcere. Fino a 24 mesi di reclusione e fino a 30.000 euro di multa, inoltre, per i partecipanti alle manifestazioni anacronistiche, barbare e crudeli con combattimenti tra cani.
Uomini e donne che uccideranno o danneggeranno animali altrui, oltre a rischiare tra uno e quattro anni di galera e fino a 60.000 euro di sanzione pecuniaria amministrativa, saranno perseguiti d’ufficio. Previste aggravanti in caso di fatti commessi davanti ai minori, nei confronti di più esseri senzienti o diffusi tramite strumenti informatici e telematici.
Buone notizie, infine, per i cani tenuti alla catena. Il divieto in vigore soltanto in alcune regioni italiane sarà esteso all’intero Stivale.


