Dopo essere stata imprigionata oltre due anni al Centro di Recupero di Fauna Alpina di Casteller, l’orsa JJ4 è stata trasferita in Germania. I genitori di Andrea Papi: “Vogliamo giustizia”.
“Vogliamo giustizia“. Così i genitori di Andrea Papi ucciso dall’orsa JJ4 a Caldes, nella Provincia Autonoma di Trento, in Trentino-Alto Adige, il 4 aprile 2023, dopo il trasferimento del plantigrado al The Alternative Wolf and Bear Park, nella Foresta Nera, in Germania, il 19 luglio 2025. Ad annunciare lo spostamento dell’animale, dopo oltre due anni di detenzione al Centro di Recupero di Fauna Alpina di Casteller, è stata la Provincia Autonoma di Trento.
Nonostante la soddisfazione dell’Assessore all’artigianato, commercio, turismo, foreste, caccia e pesca, Roberto Failoni, però, Carlo e Franca Papi, che non hanno voluto mai l’uccisione del mammifero, hanno ribadito la necessità di riaprire le indagini per ricostruire l’esatta dinamica della tragedia. Quasi 70, tra l’altro, le incursioni dell’orsa JJ4 ribattezzata Gaia e solita avvicinarsi agli esseri umani.
Eppure, a detta dei genitori del 26enne, nessuno ha preso provvedimenti contro un animale considerato confidente. Proprio per questo, dopo avere sottolineato l’assurdità di morire durante una passeggiata nel bosco, Carlo e Franca Papi hanno chiesto di non dimenticare il figlio.
Soddisfatti, intanto, gli ambientalisti riusciti a scongiurare, dopo una serie di ricorsi sia al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) sia al Consiglio di Stato, l’abbattimento del plantigrado. “Nessun recinto, seppur ampio, potrà assomigliare mai alla vita in libertà“, ha affermato Massimo Vitturi, Responsabile Nazionale Area Animali Selvatici della Lega Antivivisezione (LAV).
Di certo, tra gli alberi della Foresta Nera, l’orsa JJ4, che ha lasciato tre cuccioli in balia del loro destino, ha ritrovato la madre e la sorella rimosse in passato sempre dal Trentino-Alto Adige.
Orsa Jj4 finalmente fuori dal carcere Casteller!2anni di reclusione nonostante disponibilità #LAV a trasferirla in Rifugio sicuro in Romania rappresenta inadeguatezza politica trentina che non ha saputo realizzare convivenza cittadini e orsi @ProvinciaTrento @MaurizioFugatti pic.twitter.com/NhGHb3QbpN
— LAV (@LAV_Italia) July 20, 2025
Orsa JJ4 in Germania, l’etologa Chiara Grasso: “Ecco cosa fare se si incontra un plantigrado”
Visitare il Trentino-Alto Adige significa immergersi nella natura più incontaminata. Ma cosa fare se si incontra un orso? È meglio scappare via o mantenere la calma? E perché è necessario portare i cani al guinzaglio durante le escursioni naturalistiche? A rispondere a queste domande è l’etologa Chiara Grasso: “Ricordiamoci sempre che il bosco, prima di essere la nostra palestra di allenamento oppure il nostro hobby, è la casa degli animali. Quando un esemplare ci attacca, spesso lo fa per difendersi. Fondamentale, di fronte a un grosso mammifero come un plantigrado, evitare di farci vedere come una minaccia. Non siamo, però, neanche una preda, quindi, non bisogna correre, perché fa scatenare nell’animale selvatico l’istinto di rincorrerci“.
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Necessario, in caso di contatto fisico, restare fermi: “Se vediamo un orso durante un’escursione naturalistica, manteniamo la calma, indietreggiamo lentamente ed eventualmente mettiamoci su un’altura. Con tranquillità gli lanciamo dei “no” e dei “vai via” secchi. Se un plantigrado si mette sulle zampe posteriori, non lo fa per attaccare bensì per controllare meglio il territorio circostante. A quel punto non dobbiamo lanciargli pietre, zaini o bastoni. Soltanto se il mammifero arriva a un contatto fisico, ci sdraiamo per terra con le mani sul collo e stiamo fermi“.


