L’energia solare, da sola, ha raggiunto il 221,1% dell’elettricità totale prodotta in tutti i 27 Paesi membri. I dati, assolutamente positivi soprattutto in Italia, rilanciati dall’Alleanza per il Fotovoltaico: “Risorsa cruciale per la sicurezza energetica nazionale, per abbattere i costi in bolletta e per la decarbonizzazione”.
Fotovoltaico da record nel giugno del 2025 in diversi Paesi dell’Unione europea (Italia compresa). L’energia solare ha segnato infatti un traguardo storico, diventando per la prima volta la principale fonte di produzione elettrica. Lo conferma un report pubblicato da Ember: nello scorso giugno, infatti, il fotovoltaico ha generato il 22,1% dell’elettricità totale prodotta nei 27 Paesi membri Ue, superando sia il gas (che si ferma al 14,4%) che il carbone (6,1%).
La notizia è stata prontamente rilanciata, ovviamente con entusiasmo, dall’Alleanza per il Fotovoltaico. Secondo i dati del report di Ember, in almeno 13 Paesi dell’Unione europea è stato raggiunto un record su base mensile, Italia compresa. Anche il nostro Paese ha fatto registrare, lo scorso giugno, un nuovo record: il fotovoltaico (42,6%) ha superato anche l’idroelettrico (37,3%), che da noi è sempre stato la principale fonte rinnovabile. Ottimi risultati sono stati raggiunti anche dai Paesi Bassi (40,5% di quota fotovoltaico) e dalla Grecia (35,1%).
La tendenza è chiara e netta: il fotovoltaico la fa da padrone ma sono tutte le fonti rinnovabili a crescere costantemente in tutta l’Unione europea. Nel mese di maggio 2025, tutte le rinnovabili avevano registrato un record storico assoluto, avendo coperto addirittura il 55,9% della domanda elettrica (di cui il 37,2% di fotovoltaico, un dato indubbiamente dovuto all’entrata in esercizio di nuovi impianti utility scale).
“L’Italia è tra i Paesi dove l’abbondanza di energia solare è in grado di offrire benefici su tre assi strategici decisivi” – ha spiegato l’Alleanza per il Fotovoltaico in Italia – “Innanzitutto, può contribuire a rafforzare la sicurezza energetica nazionale: una produzione solare ampia, distribuita e prevedibile consente di ridurre la dipendenza dalle fonti fossili importate e dalle dinamiche geopolitiche, garantendo maggiore stabilità e resilienza. In secondo luogo, l’energia solare può giocare un ruolo essenziale nel contenimento del costo dell’elettricità. L’elevata disponibilità di produzione nelle ore di picco contribuisce a diminuire i prezzi all’ingrosso, con benefici diretti per tutto il sistema economico. Infine, l’espansione della capacità solare consente una progressiva sostituzione delle fonti fossili, accelerando il processo di decarbonizzazione del sistema elettrico, in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo e con il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC)“.
“Il sorpasso storico del fotovoltaico in Europa va ben oltre il suo aspetto immediato: è la chiara dimostrazione della maturità, efficienza e importanza cruciale di questa tecnologia per il nostro futuro energetico. L’Italia possiede tutte le condizioni per giocare un ruolo da protagonista, ma sono necessarie decisioni chiare per non mancare questa opportunità“, ha aggiunto l’Alleanza per il Fotovoltaico.
I dati di Ember sono stati accolti con favore anche da Sergio Costa. Il deputato, e vicepresidente della Camera, ha infatti spiegato: “Siamo di fronte a una rivoluzione energetica che richiede risposte altrettanto rivoluzionarie dal governo italiano, non alibi o scaricabarile. Il Ministero dell’Ambiente deve avviare una profonda semplificazione degli iter autorizzativi per gli impianti rinnovabili“.
“Il lavoro deve essere completato con urgenza, non possiamo permetterci che la burocrazia rallenti una transizione che il resto d’Europa sta vincendo. I dati di Terna relativi a maggio e giugno sono numeri straordinari che dimostrano le potenzialità del Paese, ma anche quanto stiamo perdendo per colpa di procedure farraginose” – ha aggiunto il già ministro dell’Ambiente dei governi Conte I e II – “Sentir parlare di complessità normative come alibi è francamente inaccettabile. Mentre l’Europa corre verso l’autonomia energetica con il sole, l’Italia non può permettersi di restare ferma nei commissariamenti e nelle lungaggini burocratiche. Il tempo non aspetta, il vero nodo da sciogliere è il coraggio politico di semplificare davvero. Servono decreti immediati per sbloccare gli oltre 160 GW di progetti in attesa, procedure unificate tra Stato e Regioni, tempi certi per gli operatori. Senza questo, anche le migliori tecnologie rischiano di rimanere sulla carta. Il fotovoltaico europeo che batte gas e carbone è la prova che il futuro è già qui. Il governo deve scegliere se rimanere ancorato al secolo scorso o fare le riforme coraggiose che servono per trasformare l’Italia in leader della transizione energetica“.


