Saranno pari al 15% i dazi sulle auto imposti dagli Stati Uniti. Dopo l’accordo di massima raggiunto lo scorso 27 luglio da Ursula von der Leyen e Donald Trump, adesso arriva la conferma della percentuale che verrà applicata a settori strategici come prodotti farmaceutici, semiconduttori o legname.
La relazione economica tra Unione Europea e Stati Uniti è la più grande al mondo con 1.600 miliardi di euro di scambi raggiunti nel 2024.
Predictability for our companies & consumers.
Stability in the largest trading partnership in the world.
And security for European jobs & economic growth in the long-term.
This EU-US trade deal delivers for our citizens & companies, and strengthens transatlantic relations.
— Ursula von der Leyen (@vonderleyen) August 21, 2025
L’accordo, secondo la Commissione, rinsalderà le relazioni tra le due sponde dell’Atlantico, garantirà prevedibilità per le aziende, stabilità alle imprese e sicurezza per il settore lavorativo nell’Unione, oltre alla crescita economica nel lungo periodo per entrambe le parti coinvolte.
In una nota la Commissione europea annuncia: “Gli Stati Uniti e l’Unione europea sono lieti di annunciare di aver raggiunto un accordo su un quadro per un’intesa sul commercio reciproco, equo ed equilibrato… La dichiarazione congiunta illustra in dettaglio il nuovo regime tariffario statunitense nei confronti dell’Ue, con un’aliquota tariffaria massima e onnicomprensiva del 15% per la stragrande maggioranza delle esportazioni dell’Ue, compresi settori strategici come automobili, prodotti farmaceutici, semiconduttori e legname.”
Today’s EU-US Joint Statement secures the best possible terms for EU companies and consumers:
➡️ the EU is the only partner worldwide with an all-inclusive tariff ceiling
➡️ exclusive guarantee on tariff limit for pharmaceutical and semiconductors sectors
➡️ all-inclusive 15%…— Ursula von der Leyen (@vonderleyen) August 21, 2025
Tanto gli Stati Uniti quanto l’Unione europea considerano questo accordo come un primo passo “in un processo che potrà essere ulteriormente ampliato nel tempo per includere aree aggiuntive e continuare a migliorare l’accesso ai mercati e ad accrescere la loro relazione commerciale e di investimento.”
Le tariffe Npf ovvero quelle della “nazione più favorita” saranno applicate ai prodotti già soggetti a tariffe uguali o superiori al 15% oltre che a beni come gli aeromobili, i precursori chimici, i farmaci generici o le risorse naturali non disponibili come il sughero.
L’Unione dovrà migliorare l’accesso al mercato dell’Unione “per determinati prodotti ittici, frutta a guscio, prodotti lattiero-caseari, frutta e verdura fresca e trasformata, alimenti trasformati, cereali e semi, semi oleosi di soia, carne di maiale e di bisonte”, rimane inoltre l’impegno dell’Ue ad acquistare petrolio e gas naturale dagli Usa per un valore di 750 miliardi di dollari.
Rimangono per il momento ancora fuori dall’accordo il vino, la birra e gli alcolici. Per questi settori che vedono il nostro Paese come uno dei maggiori esportatori negli Usa, sono iniziate da tempo le trattative per ottenere una tassazione più favorevole. Come Commissione europea “lavoreremo il più duramente possibile per espandere i settori” anche a vino e liquori, oltre ad acciaio e alluminio”, ha commentato in conferenza stampa il commissario Ue al commercio, Maros Sefcovic.
Esprime preoccupazione per le ripercussioni sul made in Italy alimentare il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti secondo il quale il vino deve tornare a beneficiare di dazi zero e promette di lavorare con il governo e il Parlamento per proteggere il settore: “La dichiarazione comune UE/USA presentata oggi dal vicepresidente della Commissione europea, Maroš Šefčovič, segna un passo avanti nei rapporti commerciali transatlantici e dà certezze alle due economie, ma penalizza pesantemente alcuni comparti strategici del Made in Italy agroalimentare”.
Preoccupa la sorte dei settori dell’acciaio, dell’alluminio e dei loro derivati poiché sulle parti realizzate con questi materiali di prodotti come per esempio passeggini o moto, si abbattono ancora le tariffe al 50%. Su questo nodo ancora da sciogliere la nota congiunta afferma che:”Per quanto riguarda l’acciaio, l’alluminio e i loro prodotti derivati, l’Unione europea e gli Stati Uniti intendono valutare la possibilità di cooperare per proteggere i rispettivi mercati interni dall’eccesso di capacità produttiva, garantendo al contempo catene di approvvigionamento sicure tra di loro, anche tramite soluzioni basate su contingenti tariffari.”
Se l’intesa di oggi offre maggiore stabilità alle relazioni commerciali, lascia tuttavia aperti fronti delicati che toccano direttamente alcune eccellenze del Made in Italy. Il rischio è che il compromesso si trasformi in un vantaggio per pochi settori e in un pesante freno competitivo per altri” conclude il presidente di Confagricoltura.


