Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, parlando delle nuove trattative, auspica che per i siti dell’ex Ilva arrivino anche altri potenziali investitori. E chiarisce: “Preferiamo una soluzione unica, ma valutiamo anche due diversi investimenti, uno per l’area Nord e uno per Taranto”. E intanto, il vicepresidente della Commissione europea, Stéphane Sejourné, ha annunciato l’introduzione di un’etichetta sull’intensità di carbonio in ambito industriale, a cominciare proprio dalla produzione di acciaio, uno dei settori più energivori e impattanti.
Mentre Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, assicura che sull’ex Ilva non sarà previsto “nessuno spezzatino“, ma aprendo alla possibilità di due diversi investimenti per l’area Nord e per Taranto, dall’Unione europea arrivano notizie importanti sul fronte di una siderurgia più sostenibile. Il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, nonché commissario europeo per l’industria, l’imprenditoria, le piccole e medie imprese e il mercato unico, Stéphane Sejourné, ha infatti aperto alla possibilità di introdurre un’etichetta ‘green’ per l’acciaio (anche se, apparentemente, su base volontaria).
Urso: “Investimenti diversi al Nord e a Taranto”
Dopo la bozza di intesa sulla decarbonizzazione raggiunta di recente, Adolfo Urso torna a sottolineare l’importanza di quel risultato che ha visto una perfetta sinergia istituzionale tra tutti gli enti coinvolti. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy ha parlato anche delle trattative per la vendita dell’ex Ilva: “I tre grandi player internazionali che avevano partecipato alla gara precedente sono ancora in campo e auspichiamo possano presto aggiungersi anche altre soggetti. Tra le novità, è prevista la possibilità di presentare offerte anche per l’area del Nord, qualora ciò garantisse un miglior equilibrio in termini occupazionali e produttivi. Si valuta anche l’ipotesi di un quarto forno elettrico al servizio di Genova e degli stabilimenti piemontesi. Non è previsto nessuno spezzatino, ma si potrà valutare di realizzare due diversi investimenti, uno per l’area Nord e uno per Taranto, solo se si garantiranno risultati complessivi migliori in termini produttivi e occupazionali. La nostra preferenza rimane un unico complesso, la decisione dipenderà molto anche dalle scelte di Taranto riguardo alla collocazione del polo Dri e della nave rigassificatrice“.
Acciaio green, dall’Ue in arrivo un’etichetta
Intanto, dall’Unione europea arriva una novità importante sulla decarbonizzazione industriale. Ad annunciarla è stato Stéphane Sejourné, vice di Ursula von der Leyen e commissario europeo per l’industria, l’imprenditoria, le piccole e medie imprese e il mercato unico, che ha risposto ad una interrogazione dell’europarlamentare italiano Flavio Tosi. “Introdurremo una etichetta volontaria indicante l’intensità di carbonio dei prodotti industriali, a partire dall’acciaio, sulla base di una metodologia semplice che usa i dati del sistema per lo scambio di quote di emissioni e prende le mosse dalla metodologia del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM). L’etichetta sarà concepita in modo da fornire alle imprese all’avanguardia un meccanismo trasparente per ottenere un “premio verde” e trainare lo sviluppo di mercati guida a basse emissioni di carbonio” – ha spiegato Sejourné – “Parallelamente la Commissione continuerà a lavorare allo sviluppo di valutazioni complete del ciclo di vita basandosi, ove opportuno, sull’etichetta volontaria dell’atto legislativo sull’accelerazione della decarbonizzazione industriale. Entro la fine della fase transitoria del CBAM la Commissione effettuerà un riesame completo della sua attuazione conducendo un’analisi delle questioni fondamentali, compreso il ruolo dei rottami nella produzione di acciaio. La Commissione è consapevole della particolare situazione che ne deriva e sta valutando le problematiche e le possibili soluzioni, tra cui le modalità adeguate per affrontarle. Come annunciato nel patto per l’industria pulita e nel piano d’azione europeo per la siderurgia e la metallurgia, l’imminente atto legislativo sull’accelerazione della decarbonizzazione industriale introdurrà criteri di resilienza e sostenibilità per promuovere un approvvigionamento europeo pulito per i settori ad alta intensità energetica, come quello dell’acciaio“.


