Il 29 settembre si celebra la sesta Giornata di consapevolezza sulle perdite e gli sprechi.
La Giornata internazionale è stata istituita dalle Nazioni Unite per sensibilizzare sull’importanza di ridurre lo spreco di cibo lungo la catena di produzione e consumo.
Gli Obiettivi di Sostenibilità dell’Agenda 2030 puntano a “dimezzare lo spreco alimentare globale pro capite a livello di vendita al dettaglio e di consumo e ridurre le perdite alimentari lungo le catene di produzione e di approvvigionamento“, entro il 2030.
Quello dello spreco alimentare è un tema cruciale, secondo i dati FAO, ogni anno vengono sprecate nel mondo oltre 1,5 miliardi di tonnellate di cibo. Un terzo del cibo prodotto nel mondo potrebbe essere recuperato per un valore economico che arriva a 1.200 miliardi di dollari. Lo spreco avviene soprattutto in famiglia; il 60% dello spreco alimentare globale si verifica a causa di eccesso di acquisto o cattiva programmazione dei pasti.
Si calcola che solo in Europa, ogni anno vengono gettate 59 milioni di tonnellate di cibo, per un valore di 132 miliardi di euro. In media, ogni cittadino europeo spreca circa 70 chili di cibo in ambito domestico e 12 chili nei ristoranti.
Il 25 settembre la campagna nazionale Spreco Zero culminerà con la presentazione a Roma del rapporto Waste Watcher International. Il rapporto è costituito dai risultati di un monitoraggio riferito all’agosto 2025 e presenta un focus sulle emergenze del nostro tempo.
I dati saranno presentati in anteprima giovedì 25 settembre, a Roma in occasione dell’evento promosso dalla Campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero di Last Minute Market,
Il Direttore scientifico di Waste Watcher, Andrea Segrè, spiega: “Accogliere l’innovazione e promuovere approcci di economia circolare nei sistemi agroalimentari per prevenire, ridurre, riutilizzare e riqualificare le perdite e gli sprechi alimentari è anche un incentivo per offrire nuove opportunità di lavoro, generando benefici finanziari per una vasta gamma di stakeholder. È giunto il momento per tutti – produttori, investitori, aziende e stakeholder della filiera, per la società civile e le istituzioni pubbliche, per il mondo della ricerca – di intraprendere azioni urgenti per ampliare e rafforzare l’impegno, individuale e collettivo, finalizzato alla riduzione delle perdite e degli sprechi alimentari. Prevenire e ridurre gli sprechi alimentari non solo riduce le emissioni di metano, ma riduce anche l’uso di risorse (come terra, acqua ed energia) necessarie per la produzione alimentare: è, sostanzialmente, la soluzione climatica più conveniente e realizzabile . Per questo Waste Watcher International offrirà nuovi spunti con i suoi dati, utili all’azione concreta, verificando se e come il contesto globale di guerre e violenti cambiamenti climatici ci condiziona in questi mesi. Il 25 settembre, a Roma nello Spazio Europa, uniremo la presentazione di questi dati alla celebrazione della 13^ edizione del Premio Vivere a spreco zero, che individua le migliori buone pratiche di sviluppo sostenibile”.
Sale anche per il 2025 l’asticella dello #sprecoalimentare domestico.
Ogni giorno , ovvero 617,9 grammi settimanali. Il costo è di 139,71 € pro capite ogni anno. @GiornPrevSpreco pic.twitter.com/yVlUk3jfhX— Andrea Segrè (@andrea_segre) February 6, 2025


