La scossa di terremoto più forte è arrivata poco prima delle 5 di stamattina, nel mezzo di uno sciame sismico molto rilevante, iniziato ieri pomeriggio con diverse decine di scosse, di cui oltre dieci non strumentali e con ipocentro a basse profondità (e per questo, avvertite chiaramente dalla popolazione). Proseguono le verifiche di tutte le infrastrutture per scongiurare altri danni, sospesa la circolazione ferroviaria e chiusi i siti archeologici della zona.
Torna l’allarme bradisismo nell’area dei Campi Flegrei. Una scossa di terremoto, di magnitudo 4.0, con epicentro tra Pozzuoli e Bacoli (Napoli) e ipocentro a meno di due chilometri di profondità, registrata alle 4.55 di lunedì 1 settembre, è stata la più forte di un nuovo sciame sismico iniziato nelle scorse ore. La scossa, avvertita distintamente dalla popolazione in gran parte della provincia di Napoli, ha anche causato danni ad un edificio a Pozzuoli, in via Napoli: per questo motivo, ne è stata dichiarata l’inagibilità, con sei famiglie costrette ad allontanarsi.
Dopo la forte scossa di questa mattina, sono partite le verifiche di diverse infrastrutture. Non solo ricognizioni di Vigili del fuoco e Protezione civile in vari edifici residenziali, ma anche controlli sui trasporti, con la sospensione del servizio delle linee Cumana e Circumflegrea, sostituito temporaneamente con bus navetta. Chiusi per qualche ora, in attesa delle necessarie verifiche, anche diversi siti del Parco archeologico dei Campi Flegrei (Pozzuoli, Miseno, Bacoli, Liternum, Cuma e Baia).
Polemico, da questo punto di vista, il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni. “Da ieri è in corso uno sciame sismico molto intenso, ho disposto l’immediata uscita delle pattuglie della Polizia Municipale e delle auto della Protezione civile per monitorare il territorio e verificare eventuali criticità. La situazione è sotto controllo e continueremo ad aggiornarvi con la massima trasparenza” – il punto del primo cittadino puteolano – “Resto in costante contatto con le autorità competenti ma anche con Eav, per affrontare la questione dei trasporti pubblici. Ad ogni scossa, non possiamo permetterci una sospensione totale del servizio. È necessario individuare insieme una soluzione che garantisca la sicurezza dei cittadini senza paralizzare il diritto alla mobilità“.
Subito dopo la scossa di magnitudo 4.0 di questa mattina, sono stati diverse decine i cittadini, non solo nell’area flegrea ma anche in diversi centri della provincia di Napoli, a uscire rapidamente in strada. Una scossa che di certo non è stata inattesa, anche perché sin dalla giornata di ieri, domenica 31 agosto, è in corso uno sciame sismico di una certa rilevanza, con oltre dieci scosse di magnitudo superiore a 2 e due, entrambe di magnitudo 3.3, registrate a distanza di circa venti minuti nel pomeriggio (epicentri molto ravvicinati, sempre a breve distanza da Pozzuoli, e ipocentro localizzato rispettivamente a circa uno e due chilometri di distanza). Queste ultime due scosse, particolarmente potenti e (come sempre nel caso del bradisismo in area flegrea) superficiali, sono stati avvertite distintamente in tutta la provincia di Napoli.
Nel corso della notte, poi, prima della scossa più forte di magnitudo 4.0, erano stati registrati altri tre eventi particolarmente significativi, avvertiti chiaramente dalla popolazione dei Campi Flegrei. Una prima scossa, di magnitudo 2.8 e avvenuta a un chilometro di profondità, era stata registrata poco più di mezz’ora dopo la mezzanotte; una seconda scossa, di magnitudo 2.5 e con un ipocentro che non raggiungeva neanche il chilometro di profondità, sempre nella stessa zona e pochi minuti più tardi (00.40); un terzo evento, di magnitudo 2.8 e ipocentro ugualmente superficiale, mezz’ora dopo l’una.
Le verifiche per scongiurare danni alle varie infrastrutture stanno proseguendo anche nel corso di questa mattinata in tutta la provincia di Napoli, anche se per ovvie ragioni sono particolarmente concentrate nei vari Comuni dell’area flegrea (Pozzuoli, Bacoli, Quarto, Monte di Procida, oltre alle zone di Bagnoli, Agnano e Fuorigrotta). Intanto, però, lo sciame sismico prosegue, con decine di scosse strumentali e anche una di magnitudo 2.7, avvenuta alle 10.24 ad una profondità di tre chilometri, con epicentro localizzato sempre nell’area della Solfatara.


