Arriva l'ok del TAR di Trento: due lupi saranno uccisi

Arriva l’ok del TAR di Trento: due lupi saranno uccisi

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Ok del TAR di Trento all’abbattimento di due lupi scelti a caso in Trentino-Alto Adige. Gli ambientalisti: “Ricorreremo al Consiglio di Stato”. 

Corsa contro il tempo per salvare due lupi condannati a morte da un decreto del Presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, per avere predato alcuni capi di bestiame a Malga Boldera durante l’estate.

Nonostante l’immediato ricorso della Lega Antivivisezione (LAV), dell’Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA), di LNDC Animal Protection e del WWF Italia, il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) di Trento non ha concesso la sospensiva del provvedimento. Tradotto: i due esemplari di Canis lupus scelti a caso, tra le altre cose, dovranno essere fucilati. Troppo gravi, a detta della Provincia Autonoma di Trento, dopo avere ricevuto l’ok dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) alla mattanza, l’incursione dei superpredatori negli allevamenti di bovini sia l’11 sia il 13 agosto 2025.

In via di definizione, nel frattempo, un nuovo ricorso degli ecologisti al Consiglio di Stato contro un provvedimento considerato antiscientifico e orientato a ottenere facili consensi elettorali, anziché soluzioni efficaci.

Lupi in Italia, lo zoologo: “Così nel 1973 catturai il primo esemplare del nostro Paese”

Quando nel 1973 il Professore Emerito di Zoologia della Sapienza – Università di Roma, Luigi Boitani, andò nel Parco Nazionale d’Abruzzo, non sapeva di cambiare la storia. Dopo avere camminato nello scrigno di biodiversità, l’uomo, il primo in Europa, aveva radiocollarato un lupo per seguirne i movimenti. Un vero e proprio evento scientifico sempre nel cuore del docente romano anche a distanza di oltre 50 anni. Un’emozione grandissima“, ha sottolineato a TeleAmbiente lo zoologo.

Ma in Italia Canis lupus è considerato davvero pericoloso? “Assolutamente no. Nel nostro Paese l’animale che uccide più persone è il calabrone“, ha concluso il docente.

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