Agricoltura, nuovi strumenti della finanza per l'agroalimentare

Agricoltura, nuovi strumenti della finanza per l’agroalimentare

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Le imprese agroalimentari hanno bisogno di crescere e per farlo è essenziale poter usufruire di nuovi e vecchi strumenti finanziari. Il settore primario italiano vanta un valore aggiunto di oltre 81 miliardi di euro tra agricoltura e industria alimentare. Pari a circa 70 miliardi è il valore del nostro export.

La competitività del settore dipende però dalla sua capacità di crescita. Proprio l’apertura di canali di sostegno economico e la possibilità di cucire addosso alle imprese il tipo di aiuto di cui hanno bisogno appare la chiave per la crescita del sistema nel complesso.

Confagricoltura in collaborazione con Agronetwork ha ospitato nella sua sede un convegno per mostrare le nuove opportunità a disposizione delle aziende.

“Il futuro dell’Italia – ha affermato Sara Farnetti, presidente Agronetwork – passa anche dalla capacità di attrarre nuove forme di finanza: iniziative come questa mettono in rete competenze, idee e risorse, perché le sfide attuali si trasformino nelle opportunità di domani”.

L’agrifood sicuramente è un settore trainante,- continua Farnetti- l’industria deve cogliere il valore di questo settore anche investendo capitali pazienti, ovviamente l’investimento in agricoltura è un investimento che ha bisogno di tempi ma ha bisogno di tempi nella misura in cui l’innovazione non corre verso l’agroindustria. Ecco Agronetwork si pone come think tank per far dialogare i due settori apparentemente distanti, l’agrifood e l’industria per cercare un comune denominatore per elevare, espandere, migliorare questo settore in modo tale che questo possa crescere e fare bene al paese e l’industria trovare il suo tornaconto.”

“In questo momento il mondo agricolo è sollecitato a una trasformazione,- afferma Gianpiero Calzolari, presidente del gruppo Granarolo- a una sostenibilità, da un lato la digitalizzazione, la dimensione, la competitività richiedono certamente investimenti importanti che sono anche la premessa per la continuità aziendale.”

Vincenzo Paolo Carbonara, responsabile Finanza Alternativa di Cassa Depositi e Prestiti, ha evidenziato come i tradizionali canali bancari non siano più sufficienti a sostenere la crescita delle imprese agroalimentari, specie le PMI. Per questo CDP promuove strumenti alternativi, come Basket bond e Minibond che permettono a più aziende di unirsi in un’unica emissione obbligazionaria, riducendo i costi e ampliando l’accesso al mercato dei capitali. “Sono già stati finanziati oltre 40 progetti agroalimentari per 180 milioni di euro, con casi di successo che hanno potuto investire in ammodernamento, internazionalizzazione e sostenibilità”.

Luigi Gallo, responsabile Incentivi e Innovazione di Invitalia, si è soffermato su alcuni strumenti: i Contratti di sviluppo, rivolti ai grandi investimenti dell’agroalimentare, e Smart&Start Italia, che sostiene startup innovative, comprese quelle attive nell’agrifood e nel foodtech. “Inoltre, con il Fondo Cresci al Sud, Invitalia promuove processi di aggregazione e crescita dimensionale delle PMI meridionali, facilitando la nascita di campioni nazionali capaci di competere a livello internazionale”.

Maria Beatrice Mencacci, della Direzione Servizi per le imprese di ISMEA, ha affermato che gli strumenti dell’Istituto spaziano dai finanziamenti agevolati (FAG) agli investimenti diretti con ISMEA Investe, fino alle garanzie a prima richiesta che coprono fino al 70% dei prestiti bancari. “In questo modo le imprese agricole e agroalimentari possono realizzare piani di investimento da 2 a 20 milioni di euro, affrontare meglio i rischi climatici e avere accesso a condizioni più competitive sui mercati”.

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